Riparte l’osservatorio tg. Scusate il ritardo…

 

Schermata 2015-09-28 alle 22.06.44L’osservatorio dei tg di ieri sera, 28 settembre, è firmato Luca Baldazzi, mi perdonerà Luca se a chiedere scusa per il ritardo lascio la firma di Alberto. Bentornati ambedue anche su questo blog (nandocan).

***di  Alberto BaldazziL’OsservatorioTg riparte quest’anno in ritardo, a fine settembre, non per volontà nostra, ma per l’intervento di alcuni simpatici hacker che per ben due volte nell’ultimo mese hanno pasteggiato voracemente con il nostro sito. Non condividiamo il vecchio adagio “molti nemici, molto onore” ma è certo che non risultiamo simpatici proprio a tutti.

A luglio avevamo lasciato i Tg praticamente ingorgati da immigrazione, profughi, polemiche europee, e chi più ne ha più ne metta. Deve essere accaduto qualcosa. Gli sbarchi ed i salvataggi continuano; la rotta balcanica sembra l’autostrada del sole intorno a ferragosto; le afasie di Bruxelles rimangono tali. Ma i Tg italiani , almeno stasera, sostanzialmente non se ne occupano. Fa eccezione Tg4, che ci presenta un’anteprima da Quinta Colonna sugli arrivi dei profughi dalla Slovenia: grande apprensione, almeno così dà a intendere Rete 4. Sui Tg “più seri” solo qualche riferimento indiretto ai muri che Papa Francesco ribadisce essere deleteri. Come spiegare questo cambio di marcia? Forse la vicenda profughi è stata sfruttata così tanto (e male) che la libido dell’informazione nostrana è scemata, con l’encomiabile eccezione delle testate filo-Salvini.

L’incontro-scontro tra Obama e Putin sulla Siria al Palazzo di Vetro è apertura per i Tg Rai ed alto su tutte le testate. Buono il servizio di Tg1 che riepiloga la complessa situazione siriana e l’impasse internazionale denunciato da Ban Ki Moon. Sempre per gli esteri la parziale vittoria degli indipendentisti in Catalogna è riportata un po’ da tutti, ma in taglio basso.

La risposta piccata del premier Renzi agli inviti di Bruxelles a modulare la politica fiscale privilegiando il lavoro e non la casa di proprietà, è presente su tutti; su Tg5 manca solo la ola per il Premier.

Protagonista dell’informazione di serata è stata “l’insensata polemica” – così la chiama Mentana – attorno alle parole di Papa Francesco che, di ritorno in aereo dall’impegnativo viaggio a Cuba e negli USA, ha affermato di “non aver invitato” il sindaco Ignazio Marino. Buona parte della politica e le testate Mediaset ci vanno a nozze, dipingendo un primo cittadino “imbucato” che, tra l’altro non sta mai a Roma quando serve. Il servizio migliore lo troviamo su La7, che si chiede come mai il Papa attacchi il sindaco della “sua” città a due mesi dall’inizio del Giubileo. La risposta, inevitabilmente, manca.
I dati Istat sulla forte ripresa della fiducia dei consumatori, tornata ai livelli del 2002, sono oggetto d’analisi su Tg3 e Tg La7, mentre sugli altri tg passano in sordina.

Spazio inevitabilmente fisso un po’ su tutti al diesel-gate della Volkswagen; a proposito di motori, questa volta d’aereo, la condanna per bancarotta dei vertici Alitalia che hanno regalato al Paese alcuni miliardi di perdite, in altri tempi sarebbe stata in apertura. A diversi anni di distanza è impaginata in basso, quasi che gli italiani avessero dimenticato lo scandalo imprenditoriale e politico della compagnia di bandiera.
Tg2 dedica il suo quotidiano approfondimento al fenomeno dei femminidici, fornendo dati drammatici ma meno esplosivi che negli scorsi anni.

La morte del centenario Pietro Ingrao è ripresa dalle maggiori testate, con quelle Rai – soprattutto Tg3 – che vi dedicano lunghi servizi.

La notizia della scoperta di tracce d’acqua salata su Marte scatena la fantasia di Tg4, che si lancia nei consueti servizi conditi di alieni, dischi volanti e cerchi nel grado. Ma anche gli altri Tg sono “conquistati” dalla possibilità di trasmette immagini comunque di grande effetto e in grado di stimolare emozioni e fantasia.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti