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Alle istituzioni mandiamo i più bravi. Domani a Bologna secondo incontro del CNAC.

costituzione sana***da Roberto Brambilla, 27 agosto 2015 – A Bologna, sabato, 29 Agosto, presso l’Albergo Pallone (via del Pallone 4 dalle 10 alle 17.30), associazioni e gruppi politici nascenti, hanno organizzato la seconda riunione per migliorare e diffondere il progetto politico del Comitato Nazionale per l’Attuazione della Costituzione (CNAC). 

Si tratta di un progetto molto concreto e rispettoso delle specificità di ciascuno, che punta a generare fiducia reciproca, a creare una rete per portare nei luoghi dove si decide le migliori persone della società civile e a dare un orizzonte comune a quella miriade di enti e di liste civiche che lavorano sui territori.

Il progetto prende le mosse da un ragionamento molto semplice.
Attualmente sono migliaia i gruppi impegnati per migliorare l’Italia con progetti di grande utilità che spesso vanno a tamponare gli effetti della cattiva politica dei nostri governanti.
Questo estenuante lavoro svolto “a valle” toglie tempo ed energie per dare vita ad una efficace strategia che punti alla soluzione delle cause. Tutto ciò consente alla cattiva politica di perpetuarsi e di non affrontare i nodi della società italiana come la riforma fiscale, la questione di genere, la legalità e la corruzione, la tutela del territorio, dell’aria e dell’acqua, della biodiversità e degli animali, la riconversione ecologica dell’economia, la tutela e valorizzazione del lavoro, l’affermazione dei diritti dei lavoratori, la divisione delle banche commerciali dalle banche di investimento, l’impegno per una Europa dei popoli e non della finanza, la legge sul conflitto di interessi, la legge per regolamentare i partiti, una legge elettorale per restituire la sovranità ai/alle cittadini/e.

L’obiettivo primario del CNAC é, quindi, quello di creare una rete per mandare le migliori persone della società civile in parlamento, nelle regioni e nei comuni allo scopo di portare più partecipazione, nuove modalità di fare politica e una reale vicinanza ai bisogni dei cittadini stremati dalla crisi e assediati direttamente e indirettamente dagli effetti del pensiero dominante che mira alla mercificazione di tutto.

Il “collante” che tiene uniti questi gruppi é costituito dal desiderio di attuare la Costituzione e di includere visioni ed esperienze politiche differenti ma concordi su: solidarietà sociale, legalità, fare impresa come strumento per migliorare la società nel suo insieme e non per il puro profitto, rafforzamento della democrazia rappresentativa e diretta e incentivazione della partecipazione dei/delle cittadini/e.
L’adesione di un gruppo al CNAC non implica alcuna perdita di identità;il CNAC è di fatto una rete senza leader e ogni gruppo aderente a questo progetto è semplicemente una componente alla pari con gli altri.
Durante la giornata si farà anche una riflessione sull’esperienza della Grecia e su ciò che sarebbe auspicabile fare per evitare all’Italia la stessa fine.

Lista Civica Italiana, come altri movimenti ed associazioni, aderisce con passione ed impegno a questa iniziativa e lancia un invito ad aderire a tutte le persone e i gruppi che vogliano riportare in politica buonsenso, spirito di servizio, legalità, uniti ai principi ispiratori della nostra Costituzione.

Modulo per partecipare e/o per segnalare il desiderio di essere ricontattati
Per iscriversi ecco il form da riempire https://docs.google.com/forms/d/1WiPepUKjhS4-EVxct6zBQue50txSfMqJIiON2JIlwZc/viewform?c=0&w=1

Link e informazioni
In home page della Lista Civica Italiana è reperibile la bozza del progetto CNAC scritta dopo laprima riunione del 9 maggio 2015 in condivisione con gli altri gruppi (anche qui http://www.listacivicaitaliana.org/?p=7613 ).

Diretta streaming
E prevista la possibilità di partecipare via web. Il link per la diretta streaming é https://www.youtube.com/watch?v=LdpblDFgDwM&feature=share

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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