20 anni fa con Windows 95 la più imponente campagna di lancio mediatico della storia della tecnologia

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…E dieci anni dopo nasce NANDOCAN !!!;-)…Giusto festeggiare, ma diamo alla (allora) meno pubblicizzata Apple quello che è di Mac Intosh. Alla nascita di Windows, dieci anni prima, questo sistema operativo aveva delle caratteristiche molto simili a quelle dell’interfaccia Macintosh, tanto che Microsoft fu obbligata a modificarne. Per esempio, le finestre sovrapposte (nandocan).

 

***di , 24 agosto 2015 – Nell’agosto del 1995 ero in viaggio nel sud degli Stati Uniti, sedotta dalla potenza della natura del Canyon, dai tramonti nella Death Valley, dal rosso del fiume Colorado, dall’allegria del litorale di Los Angeles. E, come tutti gli americani e i turisti in quei giorni, venni travolta da una campagna mediatica che in Italia non avevamo mai visto e non potevamo neppure concepire: il lancio di Windows 95 da parte della Microsoft.

Certamente Win 95 ha segnato delle tappe storiche nell’evoluzione della tecnologia per computer, come la fine del mitico sistema e dell’interfaccia SM Dos, mutuato anni prima dalla IBM, e la facilità di approccio anche per i principianti, quella che tutto il mondo cominciò a chiamare sistema “users friendly”.

Il video della spiegazione, le “easy instrunctions” aveva come protagonisti Jennifer Aniston e Matthew Perry, protagonisti del più grande successo televisivo di quegli anni, la sit com “Fiends”. Tanto per cominciare!

Ma il lancio di Win 95 fu un fenomeno mondiale e unico di campagna pubblicitaria, che neppure la Apple è mai riuscita a ripetere. Già da settimane in Europa, ma soprattutto in America, da ogni stazione televisiva e radiofonica, in ogni negozio, bar, ristorante, pub o spiaggia risuonava lo spot basato sulla parola “start” sulle note di “Start me up” dei Rolling Stones. Era qualcosa che ti entrava nella testa, letteralmente. Le vetrine di ogni tipo erano allestite con i cartelloni di Microsoft, riconoscibili a distanza, accattivanti, e questo accadeva su Rodeo Drive a Los Angeles, ma anche nell’unico tourist shop vicino a Zabrinsky point, con 44 gradi all’ombra. Fino al giorno in cui sull’Empire State Building di New York cominciò a girare un gioco di luci con i quattro colori del logo Microsoft e le immagini furono fatte rimbalzare immediatamente in tutti gli spot e nelle vetrine di ogni angolo di America.

Non potevi fare a meno di chiederti cosa sarebbe cambiato con Win 95, quanto costava, come lo avresti installato: insomma, credo che tutti dessero semplicemente per scontato che “bisognava” prenderlo per il proprio computer, inevitabilmente.

La sera del 24 agosto l’America si fermò per vedere Bill Gates, con una delle sue tristi magliette blu, duettare con Jean Leno – l’alternativa a David Lettermann – per spiegare il nuovo sistema operativo, questa volta con la colonna sonora di Brian Eno.

Chi non era in camera era davanti ai televisori nelle hall degli alberghi, nei negozi, quasi tutti sempre aperti, la gente si fermava per guardare Gates in TV: mi ricordo che pensai alle fotografie degli anni 50 in Italia in cui si vedevano le persone ferme davanti alle vetrine dei primi negozi che vendevano gli apparecchi televisivi!

Il prodotto era importante, ma la potenza della campagna mediatica lo rese obbligatorio. La Microsoft spese per quella campagna stratosferica 200 milioni di dollari e a fine anno ricavò da Win 95 quasi 9 miliardi di dollari.

Un evento che rimane nella storia industriale del mondo ma anche, forse soprattutto, nella storia della comunicazione, pubblicitaria e non.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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