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Osservatorio dei TG. Domani 16 luglio in Fnsi presentazione del Report 2014-2015

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***da articolo21.org , 14 luglio 2015 – Domani, giovedì 16 luglio, alle ore 15, la Federazione nazionale della stampa ospita nella sala Walter Tobagi la presentazione del Report 2014-2015 dell’Osservatorio Tg curato dal collega Alberto Baldazzi. Nel corso della presentazione verranno anticipati alcuni sintetici resoconti sulla stagione dell’informazione mainstream in relazione alle tematiche “più controverse – scrive il curatore dell’Osservatorio – che hanno occupato e, spesso, inquinato, il panorama della comunicazione italiana, come l’informazione di genere, i diritti negati, immigrazione e accoglienza, discriminazioni razziali, informazione e minori”.
L’incontro sarà l’occasione per diffondere e valutare i report annuali che l’Osservatorio sta mettendo a punto per le associazioni internazionali, su indicazione di Open Society Foundations.
Nato su sollecitazione di Articolo21 e della stessa Fnsi, l’Osservatorio – una sorta di termometro che in tempo reale fornisce indicazioni sui flussi di comunicazione e  sulle loro criticità – ha oramai una storia consolidata e diverse volte è stato al centro di incontri proprio in Federazione, in occasione della pubblicazione dell’Almanacco dei Tg (quest’anno l’edizione 2014-2015 uscirà a settembre).
Giunto al termine della sua sesta stagione (giugno 2015), l’Osservatorio dei Tg realizza quotidianamente un’analisi delle news delle reti tv generaliste nelle edizioni di prime time, che viene diffusa da numerosi siti e blog. Per ogni stagione viene pubblicato l’Almanacco dei Tg, un volume che riporta le analisi di un intero anno d’informazionemainstream corredate da riflessioni e approfondimenti tematici.
L’Osservatorio Tg è totalmente autofinanziato dai giornalisti che collaborano alla sua realizzazione. Nella passata stagione Open Society Foundations  ha contribuito alla pubblicazione dell’Almanacco dei Tg 2013-2014 e alla realizzazione dei report tematici annuali.
Oltre al segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, saranno presenti la presidente dell’Ordine regionale del Lazio, Paola Spadari, i rappresentanti dell’associazione Articolo 21 Beppe Giulietti e Vincenzo Vita, dell’Associazione Carta di Roma, di Ossigeno per l’informazione, dell’Ufficio del garante dell’infanzia e dell’adolescenza, dell’Eurispes, della Coalizione italiana libertà e diritti (Cild), delle associazioni LasciateCIEntrare, Senonoraquando, Equality Italia, Laboratorio 53.
Appuntamento, dunque, giovedì 16 luglio, alle ore 15 nella sede della Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele II, 349 a Roma.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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