Renzi ignorante? Piuttosto grato e ubbidiente verso la finanza (Daily Mirror)

JP Morgan
Libertà e Giustizia ospita sul sito nazionale un severo articolo, apparso sul Daily Mirror, di Derek Jones, dove si parla di Matteo Renzi e della grande banca JP Morgan che lo ha sempre appoggiato. Come è noto, la grande banca americana che, secondo quanto scrive Jones, avrebbe favorito l’incontro del nostro segretario premier con Tony Blair,  non solo ha criticato la Costituzione italiana ma è stata più di recente condannata per aver venduto i titoli tossici che hanno causato la crisi economica. (nandocan)

***di Derek Jones, 29 giugno 2015 – Riferendomi a  Reichlin (articolo qui sotto), direi che più che “ignorante”,  il nostro Matteo Renzi appare “grato e ubbidiente”, tratto distintivo anche dei suoi più fedeli sostenitori parlamentari.  Matteo Renzi, il “darling” di J. P. Morgan, segue attentamente le direttive della finanza. Matteo è stato portato ad incontrare  Tony Blair (reclutato dalla JPMorgan anche per questo scopo) il 1° Giugno 2012  ed il 1° Aprile (sic) 2014,  sempre dalla JPMorgan. Come scriveva la Daily Mirror: “Renzi è il Blair italiano non solo nelle intenzioni politiche, ma anche nelle alleanze economiche. Un esempio? La JpMorgan”.

Quindi, data la posizione della JPMorgan sulle “Costituzioni anti-fasciste” della “periferia d’Europa”, a Matteo è stato dato anche il compitino di smantellare la nostra Costituzione.  Queste posizioni estremiste ed extra-parlamentari della J. P. Morgan contro i “valori condivisi” scritti nella nostra Costituzione ora vengono seguite fedelmente dal “darling” Matteo.

La nostra Costituzione ha permesso  all’Italia di uscire da una situazione che sarebbe stata insuperabile per molti paesi e ricostruire un paese che si trovava in ginocchio alla fine della seconda guerra mondiale, portandoci ad un livello di democrazia e di qualità della vita mai conosciuti nella sua storia.
La nostra Costituzione ci ha permesso, tutti insieme (nonostante i tentativi, anche violenti, di qualche elemento rimasto fedele alla dittatura fascista) di risorgere dalla distruzione recata dall’avventura fascista e la guerra.  Quest’analisi del valore della nostra Costituzione, poi, non è né “socialista” né “di sinistra” (come descritta nella “denuncia” della JPMorgan)  come si può leggere negli scritti di tanti persone sicuramente non “di sinistra”.

Un esempio?    “. . . una Costituzione deve essere avvertita da tutti come “propria”. La Costituzione riformata non dovrà mai essere percepita e vissuta dai cittadini come la Carta del centrodestra o del centrosinistra. L’esperienza drammatica del secolo scorso ci ha insegnato che la base più solida del sentimento nazionale risiede nel valore del patriottismo costituzionale, quindi in quei princìpi di libertà, democrazia, uguaglianza e rispetto della persona che mettono al riparo i popoli dalle derive del nazionalismo aggressivo e del razzismo…  (  . . . . .)  All’Italia serve un nuovo patriottismo costituzionale anche perché già abbiamo la necessità di includere nella nazione italiana i nuovi cittadini che vengono da Paesi, mondi e culture lontani. E poiché alla base del sentimento nazionale non può esservi l’appartenenza etnica ma la volontà politica di condividere un destino e un progetto, non c’è nulla di più  solido e profondo se non l’identificazione nei valori sanciti dalla Carta costituzionale. . .” –  Gianfranco Fini  (Il Futuro della Libertà – Consigli non richiesti ai nati nel 1989).

Per capire meglio lo spessore etico della J. P. Morgan che si è permessa di criticare le costituzioni nazionali compresa la nostra, è bene ricordare una clamorosa vicenda di questa banca.  Che di recente, ha patteggiato con il “Department of Justice”  USA  una gigantesca “multa” di $13 miliardi (sì, miliardi) per aver venduto ad investitori  prodotti finanziari tossici con false rassicurazioni della loro qualità, che hanno causato la crisi del 2008. (http://www.reuters.com/article/2013/11/20/us-jpmorgan-settlement-idUSBRE9AI0OA20131120 ). Tre dei “top bankers” della JP Morgan responsabili materiali degli imbrogli sui mutui “sub-prime” sono ancora ai loro posti. Anzi no: uno è stato promosso!

Ma non finisce lì, perché la JPMorgan  – uno dei più forti sostenitori del nostro “darling”  Matteo – sta per affrontare almeno altre 9 indagini del governo USA per come assumono personale in Cina,  per la sospetta manipolazione del LIBOR  (benchmark interest rate), fino ad altre accuse per illeciti penali sempre sui mutui sub-prime.  Insomma, non esattamente un esempio di etica, virtù o correttezza nei confronti dei cittadini, investitori compresi. Chissà come sarebbe la Costituzione  “alla JPMorgan”?

Comunque, in Italia, la JPMorgan può stare tranquilla, non si vede all’orizzonte nessun politico, né istituzione dello Stato Italiano, che farebbe pagare ai banchieri i loro  imbrogli.  Infine, quindi, ci rimane di augurare:  Buon Lavoro, Matteo! e dai, forza! l’unico partito politico vero rimasto in Italia ormai l’hai quasi distrutto.  Avanti così!

(*) Derek Jones è socio del Circolo LeG di Bologna, inglese di nascita, vive e lavora in Italia ed ha acquisito la cittadinanza italiana.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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