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Grecia capta Europam non cepit

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Buona estate anche a te, Alberto, l’anno prossimo spero di continuare ad essere il tuo più fedele lettore, nell’attesa tenace e fiduciosa di analisi sempre più precise e  sempre più sobri “almanaccamenti”, a cominciare da questo sulla Grecia, in latino per giunta, che nell’interesse di tutti gli europei sarebbe meglio lasciare nel testo classico originale, senza il non. (nandocan)

I Tg di martedì 30 giugnoCon una certa riluttanza ci apprestiamo a concludere con l’analisi di questa sera la sesta stagione dell’Osservatorio Tg. La riluttanza e’ dovuta alla consapevolezza che più ancora che negli scorsi anni le tante partite aperte continueranno ad essere giocate in piena estate. Ma esigenze logistiche e la necessità di pubblicare l’Almanacco dei Tg 2014-2015 ci impongono di “chiuderla qui”.

Vorremmo poter dire lo stesso in relazione alla vicenda greca che, oramai da settimane, è in apertura su tutti i Tg. Il rischio che la “chiusura” coincida con una “frattura” del progetto europeo in queste ore è però forte. Nelle edizioni delle 20 va in onda “in diretta” l’ulteriore rinvio a domani della risposta dell’Eurogruppo alla carta messa sul piatto nel pomeriggio da Tsipras. Da segnalare su Tg3 un lungo intervento di Massimo D’Alema che sferza sull’assenza di politica nell’unica politica che in casa Eu conoscono: quella del rigore. La gestione della crisi greca è stata fin dall’inizio miope, ingiusta per quel paese e autolesionista per tutti gli altri. Sempre Tg3 e’ il più diretto nel suggerire che in queste ore più che l’uscita di Atene dall’Ue e dall’euro molti si attendono (e auspicano) l’uscita di Tsipras dal palazzo del governo. Una cosa e’ certa: la partita di poker (così definita da Juncker) rappresenta un azzardo per Bruxelles almeno quanto per Atene. Intanto i Tg riprendono piazza Syntagma popolata in giornata dal popolo del “sì’”, dopo che ieri era stata la volta di quello del “no”. Nelle riunione dei tecnici e dei funzionari europei siamo certi che, però, contano i numeri e non le persone. Da questo punto di vista la forzatura di Tsipras rischia di diventare una fatica di Sisifo, sempre che a Bruxelles conoscano la mitologia greca.

Chiudendo un’intera stagione di lavoro acquista un valore simbolico ritrovare nei titoli dei Tg Rai e di La7 ancora Lui, Silvio Berlusconi. L’autunno scorso avevamo esordito con una condanna definitiva, l’invio ai servizi sociali, la decadenza dal Senato. Oggi chiudiamo con il probabile rinvio a giudizio per il Ruby ter, che secondo la Procura di Milano ha visto un flusso di 10 milioni di euro dai fonti di B. a quelli delle olgettine e di Ruby per comprare testimonianze addomesticate al processo Ruby 1. Ovviamente su Mediaset non ve ne e’ menzione.

I dati sull’occupazione forniti oggi dall’Istat sono difficilmente maneggiabili, e tutti i Tg se la cavano dicendo che risultano contraddittori.

La Grecia da qualche giorno scalza dalle aperture il tema dei profughi, ma non quello del terrorismo. Gli arresti in Tunisia segnalano e confermano che l’Isis non e’ presente solo in Siria, in Iraq e in Libia: titoli per tutti e buoni approfondimenti sui Tg Rai. Speriamo che l’estate porti consiglio e non lo ” scontro di civiltà ” – come qualcuno anche da noi invoca –  ma una seria presa d’atto del fatto che il Califfato è un fenomeno militare che va affrontato come tale.
Buona estate a tutti

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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