La Corte sentenzia, il Tesoro ringrazia. I Tg di mercoledì 24 giugno

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 ***di Alberto BaldazziTantissima carne al fuoco in questa estate iniziata solo da 3 giorni. Già ieri avevamo rilevato il gorgo di appuntamenti, dossier aperti ed emergenze che popola le scalette dei Tg, assicurando paradossalmente una visione più piana: quando le notizie si impongono, lo spazio per i commenti e il “librarsi” delle linee editoriali si assottiglia. Questa sera ai temi consueti si aggiunge la sentenza della Consulta che boccia il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici in atto dal 2010, ma senza gravare il Tesoro dei temuti 35 miliardi – a tanto ammontavano i conteggi nel caso di un recupero sugli anni passati -. Mentana segnala che lo stesso soggetto, gli stessi giudici costituzionali, hanno optato in questo caso per un’interpretazione del pregresso più “benevola” per i conti dello Stato. Per gli altri Tg a confronto sono solo le “tegole” per Matteo Renzi, come se i mancati adeguamenti sulle pensioni e il blocco degli aumenti per gli statali li avesse decisi lui (mentre in realtà furono rispettivamente Berlusconi e Monti).
Sulla questione immigrazione gli spiriti sembrano essersi chetati, se si esclude l’incorreggibile Tg4 che ci propina in dosi industriali le preoccupazioni nelle località balneari “ disturbate” dall’(eventuale) presenza di disperati. Alla vigilia del Consiglio europeo che affronterà il tema degli sbarchi e delle quote, sui maggiori Tg risuonano le parole di Renzi pronunciate oggi in Aula, e che hanno invitato alla coesione nazionale. Sintomatico che anche in questa occasione le contestazioni più vivaci siano giunte da Cinque Stelle e dalla Lega. Solo Tg2 e TgLa7 (titolo) segnalano le dure affermazioni di Cameron che nel “suo” Parlamento ha attaccato l’Italia per la mancata ordinata identificazione dei migranti che sbarcano nella Penisola. Non sarebbe stato male che qualcuno avesse commentato quanto, alla vigilia del summit europeo, pesino gli equilibri e i cedimenti alle opinioni pubbliche interne: nel giorni in cui intorno a Calais si addensano migliaia di disperati che vogliono raggiungere la Gran Bretagna, parlare dell’Italia sposta li attenzione.
La scuola è sempre in primo piano, e se è verosimile che i professori abbiano mollato il loro tradizionale riferimento politico a sinistra, sicuramente i Tg della Rai non hanno mollato i professori, sempre ampiamente ripresi nelle proteste contro la Buona Scuola di Renzi. Fassina ha salutato il Pd per raggiungere Civati e Cofferati: grande spazio su tutti i Tg per una decisone già presa cui mancava solo l’ufficializzazione.
La richiesta di condanna a 5 anni abbondanti per Berlusconi nel processo napoletano sull’ “acquisto” di senatori nel 2008, è presente su Rai e TgLa7 ma, – cosa da non credere – totalmente sottaciuta da Mediaset. Mentana segnala la mossa della difesa che fa appello alla Camera perché inalberi il vessillo dell’intangibilità del politico Berlusconi nell’esercizio delle sue funzioni parlamentari: compresa l’eventuale corruzione e acquisto di senatori?
Praticamente non passa sera senza che nei Tg Papa Francesco sia presente con le sue dichiarazioni che molti giudicano “inattese”. Dopo il testo base del prossimo Sinodo reso pubblico ieri, oggi è il caso della comprensione mostrata verso i tanti casi di separazione, quando la convivenza diventa impossibile e a rimetterci sono i figli ed il coniuge debole.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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