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La scuola e il ritorno di “Renzi 1”. I Tg di martedì 23 giugno

Schermata 2015-06-23 alle 23.43.47 ***di Alberto Baldazzi – Mentana ieri sera aveva osato, ma è stato premiato. Come aveva anticipato tutti i maggiori Tg di serata aprono sull’accelerazione di Renzi sulla Buona scuola, che domani va in Aula al Senato e che sarà votata con la fiducia giovedì. La legge è cambiata accogliendo alcune critiche delle opposizioni e della minoranza Pd, ma ciò non è bastato ad evitare gli odierni scontri in commissione e a far ritirare almeno una parte dei 3.000 emendamenti. Ma è tornato il “Renzi 1”, e il governo forza, anche mettendo a rischio la sua sopravvivenza, visti gli scarsi numeri al Senato e la dissidenza interna alla maggioranza. I Tg Rai segnalano le ulteriori proteste di base dal mondo della scuola e quelle dei sindacati. Intanto le deleghe fiscali sono rinviate dall’odierno CDM a quello di venerdì. In mezzo c’è l’incontro europeo sull’immigrazione. Renzi a Bruxelles e la sua residua maggioranza in Aula sulla scuola: non si può dire che il cronista politico abbia di che annoiarsi.

La Camera non ha fatto passare la mozione di dimissione del sottosegretario Udc Castiglione presentata da Cinque Stelle. Anche Forza Italia si mostra garantista verso un “semplice” indagato, e vota contro. Per TgLa7 sul Pd ha evidentemente pesato la solidarietà con l’alleato.

Opposizione e mezzo Pd fanno di tutto per rendere difficile la vita al sindaco di Roma Capitale. Anche tra i Tg, oltre quelli Mediaset direttamente impegnati “contro”, è difficile trovare qualcuno che si carichi del compito di difenderlo. Il paradosso è che tutti, politici, giornalisti, opinionisti, nell’attacco a Mafia Capitale precisano che Marino è persona di specchiata onestà. Di questi tempi, non è abbastanza?

Questa sera l’immigrazione non è in prima pagina, ma Tg4 riesce a ”sfruttare” il tema collegando il suicidio di una giovane donna bolognese che non aveva di che sfamare i figli, al tema dell’accoglienza ai profughi che, secondo il conduttore, “stride” con la mancata assistenza ai concittadini bisognosi. Servizi condotti con i consueti toni tra l’oltraggio ed il patetico che poco trasmettono d’entrambi. Sul tema segnaliamo l’approfondimento del Tg2 che presenta alcune situazioni in cui l’accoglienza sta funzionando bene, senza ruberie, sprechi e in contesti urbani che non si sentono “aggrediti” dalla presenza ordinata dei disperati.
I campionati di calcio sono finiti, ma come ogni estate ricompare il marcio sotto forma questa volta di un’indagine che ha portato agli arresti del Presidente e dell’intera dirigenza di una squadra gloriosa, ma ultimamente decaduta, il Catania. Numerose intercettazioni attesterebbero che il Presidente, per evitare la retrocessione in serie C, avrebbe comprato ben 5 partite del campionato appena finito. Titoli e ampi servizi su tutti i Tg, un po’ perché il calcio mette d’accordo tutti, un po’ per la ghiottonerie delle intercettazioni di cui nessuno, anche a Mediaset, parla male, a patto che non riguardino i “solitissimi noti”.

I materiali base preparati per il Sinodo di ottobre con ogni probabilità risentono dell’impostazioni di Papa Francesco. Ampio spazio un po’ su tutti all’apertura sui divorziati e sui gay, ma, “mi raccomando”, non si parli di matrimonio.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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