Ma se Grexit è prossima all’archiviazione, un altro nodo sta per venire al pettine sempre a Bruxelles con l’incontro “decisivo” di giovedì prossimo sul tema profughi e quote. Qui l’Italia può puntare , se non alla vittoria, ad un pareggio in trasferta, il che non sarebbe poco. Intanto i Tg illustrano le manovre preparatorie della strategia Ue su Libia e barconi, nel giorno in cui anche i libici (non è precisato “quali”) mitragliano un barcone di disperati e fanno un morto. L’impressione (che i Tg non esplicitano) è che gli aggiustamenti di tiro francesi (dopo l’incontro Renzi-Hollande) e i movimenti di unità britanniche nel Mediterraneo e a Taranto, stiano a indicare che i “grandi”, pur attenti alle rispettive opinioni pubbliche interne, non vogliano esser messi dietro la lavagna perché non preparati in materia di solidarietà e condivisione europea.

Marino continua ad essere inquadrato da tutti, tanto più nel giorno in cui ha invitato i fascisti romani ex inquilini del Campidoglio a “tornare nelle fogne” (ampio spazio su Tg3), ma anche perché “pezzi” del Pd renziano, leggi l’assessore Improta, lo stanno mollando. Tg5 continua a suonare la carica e si prepara, a nome e per contro del centrodestra, ad una campagna elettorale anticipata nella Capitale.

Papa Francesco, che a Torino chiede scusa ai Valdesi per il trattamento inumano loro riservato nei secoli dalla Chiesa cattolica, è notizia e servizio per i maggiori Tg.

Non è colpa nostra se è quasi sempre Mentana quello che “dà il senso” alla giornata politica. Stasera in un titolo afferma (prendendosi forse qualche rischio) che Renzi ha deciso, e che sulla scuola è pronto alla fiducia.

Studio Aperto e Tg4 ci deliziano con la clamorosa notizia del cliente di un taxi romano costretto a versare 50 euro al conduttore che lo accusava di avergli fatto bucare una ruota perché obeso. Segue la notizia del premio per il “cane eroe” vinto da un gatto coraggioso. Questo, sì, che è giornalismo!

Tutti i Tg fin dai titoli riportano la notizia della morte solitaria di Laura Antonelli. Tg4 e Studio Aperto ci aprono, dedicando parte consistente dell’edizione alla scomparsa dell’attrice che ha incarnato il mito erotico degli italiani negli anni ’70. Ci vergogniamo di aver riportato questa definizione che, per altro, abbiano trovato in tutti i Tg. Laura Antonelli, con la sua disperazione, la sua fragilità e la sua solitudine, ha dimostrato di rappresentare ben altro che la panacea per i guardoni e più in generale per i maschietti arrapati dell’Italietta degli anni del divorzio. Bello il brano a lei dedicato da Simone Cristicchi, con un testo tutt’altro che retorico e forse, troppo duro per essere capito da pubblico televisivo. Tg5 Lo manda in onda in integrale a fine edizione.