De Luca non perdona. Condona !!!

Per la precisione, il neopresidente della Regione Campania, alla vigilia della sua sospensione,  ha dichiarato al “Mattino”: «Abbiamo 80mila alloggi abusivi. Chi li può demolire? Avete forse le cave per portare il materiale di risulta? Bisogna essere pratici. Io escludo una sanatoria per tre categorie di abusivi: primo, per l’abusivismo in luoghi di vincolo assoluto; secondo per chi ha costruito in zone con pericolo per la pubblica incolumità; terzo avevi già un alloggio di proprietà e hai fatto l’abuso». (nandocan, #JeSuisPersonaggetto)

Sicilia Antonio 2***dal blog di Antonio Sicilia, 6 giugno 2015 – Udite, udite. Voglio rendervi partecipi di una notizia e vi prego di diffonderla, correndo il rischio di diventare tutti “personaggetti”.

1^ provvedimento annunciato (in un’intervista al “Mattino”) da Vincenzo De Luca in Regione Campania:
CONDONO di 80.000 IMMOBILI ABUSIVI
Condono per motivi pratici, non è possibile abbattere 80 mila edifici” ha sottolineato De Luca.

Oltre alla cazzata insita nell’annuncio di De Luca, infatti non esiste la sanatoria regionale, è un provvedimento statale.

Oltre alla cazzata insita nelle cifre dell’annuncio, non si tratta di 80 mila immobili. Meno di 1/3 sono immobili. Il resto sono, come spesso capita, balconi e verandine.

Oltre al fatto che esiste già una normativa vigente, che permette ai Comuni di sottrarre l’immobile alla proprietà del soggetto X, riqualificando l’immobile in edilizia popolare (quindi non c’è bisogno di abbattere 80 mila edifici)

E’ un annuncio lontano anni luce dalle politiche ambientali che per decenni hanno riempito, almeno su carta, i programmi del centrosinistra italiano.

Roberto Della Seta e Francesco Ferrante di “Green Italia” forniscono dati spaventosi circa l’abusivismo edilizio in Campania e nel Meridione:

“Secondo le stime di Legambiente, oltre il 20% di tutte le case costruite nel Sud negli ultimi decenni è illegale: un business colossale, che in molti casi è gestito in prima persona dalle ecomafie e che ha evaso tasse per miliardi. Proprio la Campania è la regione in cui il mattone illegale ha imperversato di più, letteralmente sfigurando città e campagne, coste e sponde fluviali: basta vedere le migliaia di case illegali sorte sulle pendici del Vesuvio, dove l’alto rischio vulcanico imporrebbe di non tirare su nemmeno un metro cubo, o all’isola d’Ischia dove la magistratura ha ordinato centinaia di demolizioni”

L’abuso edilizio è reato. Punto.
La sinistra che abbiamo in mente non premierà mai chi ha costruito illegalmente.
La sinistra che abbiamo in mente è lontana anni luce dalle politiche annunciate da De Luca.

‪#‎JeSuisPersonaggetto‬

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti