Sospensione dal servizio a Leonardo Metalli. Cdr Tg1 e Usigrai, “scelta incomprensibile e sproporzionata”

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***da articolo21, 19 maggio 2015 – Lo aveva denunciato l’Usigrai nei mesi scorsi: è inaccettabile il nuovo corso inaugurato dall’azienda di avviare procedimenti disciplinari per motivi assolutamente inconsistenti. Lo ribadiamo noi con forza oggi che l’azienda ha comminato una sospensione dal servizio e dallo stipendio per due giorni al collega Leonardo Metalli. Un provvedimento che riteniamo assolutamente sproporzionato rispetto al merito della questione: un post scritto su un gruppo chiuso su Facebook in cui il collega chiedeva di avere risposte sulla vicenda dei bar interni alla Rai, coinvolti nell’inchiesta Mafia Capitale.
Avevamo sperato che la vicenda venisse ricondotta entro le sue reali dimensioni. Cosi non è stato. Il Cdr del Tg1 esprime il suo sconcerto per una scelta che trova incomprensibile e considera ora concreto l’allarme lanciato pochi mesi fa dall’Usigrai che aveva parlato di “forme di pesanti pressioni sulle redazioni, da parte di un’azienda che non è invece in grado di far rispettare neanche le proprie circolari, come quella sui doppi incarichi”.
Riteniamo debba essere possibile per qualunque collega esprimere liberamente la propria opinione, fermo restando il dovere di correttezza e fedeltà che ogni dipendente deve alla propria azienda.
Il Cdr del Tg1, considerando che si tratti di una importante battaglia sui principi di democrazia, chiede di far si’ che la richiesta di chiarimenti di Leonardo Metalli diventi una richiesta di tutti i giornalisti Rai.

Il Cdr del Tg1 e l’Esecutivo Nazionale Usigrai

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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