I Tg Rai “scoprono” che in realtà la Corte non ha detto che bisogna rimborsare tutti e subito, ma che anzi il Parlamento può legiferare, nel rispetto dei dettami della sentenza. Come nel caso che affrontiamo più avanti, l’informazione dimostra di verificare poco le notizie e di seguire l’onda. Avremmo la curiosità di conoscere per quali meccanismi e a quale esca tutti i Tg (con l’eccezione di La7) abbiano abboccato ieri aprendo sulla Consulta che “avrebbe” intimato a Renzi di applicare la sentenza senza se e senza ma. Oggi il Presidente (della Corte) ha nettamente smentito ciò che tutti hanno presentato per oro colato. Ci chiediamo dove sia finita la professione giornalistica.

Ce lo chiediamo di nuovo dopo aver osservato i volti distesi con cui i conduttori di serata hanno annunciato che l’Istat vede rosa per Pil e ripresa e anche – seppure assai moderatamente – per la discesa della disoccupazione nell’anno in corso, dopo che la scorsa settimana avevano accompagnato con cipiglio i dati sull’aumento della disoccupazione forniti sempre dall’Istat, in “concorrenza” con quelli del governo. L’Istat – siamo sicuri – non dice il falso e non inventa i numeri a vanvera. Lo stesso vale per il Ministero del Lavoro, al di là di quale inevitabile pennellata di propaganda. Allora? Perché l’informazione mainstream ci insinua questo dubbio? La risposta è semplice: anche sui dati Istat e Inps c’è poco mestiere giornalistico, e tra le scrivanie numerose che popolano le redazioni economia è raro trovare qualcuno che sappia di cosa si parla e che si prenda la briga di non fermarsi alla lettura delle agenzie.

Le regioni che tirano calci e rifiutano di accogliere le quote spettanti di profughi vengono rappresentate come eroine della resistenza da Tg4 e Studio Aperto, mentre per l’invito rivolto ai comuni da Alfano per l’utilizzo del lavoro gratuito su base volontaria dei richiedenti asilo (con Salvini che promuove il ministro degli interni da “scafista” a “schiavista”) fa storcere il naso un po’ a tutti, ma – per quello che vale – a noi non sembra un’assurdità.

La notizia del probabile ritrovamento del barcone affondato con 800 persone a bordo è presente su tutti, anche perché non è fatica mandare in onda le immagini prodotte dalla Marina. Da segnalare la presenza fissa di Toti sulle testate Mediaset, con la veemente protesta per i profughi che dovrebbero arrivare in Liguria: un tipico incrocio tra esigenze di campagna elettorale e vecchia consuetudine con gli ex colleghi dei Tg da lui diretti fino a poco più di un anno fa. Sempre a proposito di una testata da lui diretta, Tg4 anche stasera si occupa di rom, ma visto che oramai ha finito le frecce avvelenate, paradossalmente produce un servizio che pur rimarcando la delinquenza degli occupanti, manifesta come il degrado dei campi consegua da colpe “nostre” e non dei sinti e dei rom.

Da domani si parlerà molto della rotta che la Gran Bretagna imposterà: verso l’Europa o, più probabilmente, in proiezione atlantica. I Tg di serata segnalano l’attesa per i risultati elettorali che giungeranno in nottata.