Conflitto di interessi, il governo annuncia la riforma. Articolo21, “meglio tardi che mai”

conflittointeressi4

Sarà una buona occasione per valutare, una volta presentato il testo ma soprattutto ad approvazione avvenuta,  se sarà stata ancora una volta un’operazione di facciata o se governo e maggioranza intendono far valere la stessa determinazione dimostrata finora anche quando si tratta di colpire interessi e privilegi fino ad oggi gratificati (nandocan).

***da articolo21.orgLa prossima riforma riguarderà “il conflitto di interessi. Chiederemo la calendarizzazione in Aula entro giugno”. Così Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, in un’intervista al Corriere. “Apprendiamo la notizia, pur molto tardiva, con cauto ottimismo” affermano Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “Sarebbe stato infatti opportuno che tale discussione, con i relativi contrappesi e regole fosse stata affrontata ben prima della legge elettorale. In ogni caso ci auguriamo che il tema sia affrontato al più presto, nell’ottica di una legge rigorosa, incisiva e coerente, insieme a quello di una normativa antitrust e alla riforma della Rai affinché l’azienda di servizio pubblico sia sottratta dal controllo e dal condizionamento di governo, partiti e lobbies”.

Il testo in questo link redatto dal prof. Andrea Pertici è il primo report sullo stato di avanzamento del gruppo di lavoro di Articolo21 sul conflitto di interessi coordinato dal prof.Roberto Zaccaria

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti