Le ragioni dei migranti Fuga da guerre e fame e il «land grabbing»?

Remondino Ennio***by Remondino Ennio, 7 maggio 2015 – Di cose ne abbiamo dette sull’argomento, ma a me tormenta un dubbio. Non è che da quei territori in Africa o Asia si scappa anche per il ‘land grabbing’? Un fenomeno economico impetuoso, un fiume di investimenti e di capitali stranieri che secondo alcuni si è trasformato in una nuova forma di colonialismo. L’accaparramento dei terreni, il boom degli acquisiti di terreni agricoli nei Paesi poveri da parte di investitori dall’estero.

Il ‘land grabbing’

La pratica di accaparramento delle terre messa in atto da altri Stati, grande aziende e investitori privati, è un fenomeno individuato e studiato solo negli ultimi anni, dal 2008. Secondo i primi allarmi, si tratta di una minaccia alla sovranità di molti Paesi in via di sviluppo e alla sopravvivenza delle comunità locali, che da secoli vi abitano.

Il ruolo della Banca Mondiale

Sette anni fa la Banca Mondiale, l’istituto internazionale nato per distribuire aiuti economici agli stati in difficoltà, ha adottato una politica agricola basata sul libero scambio che ha tolto qualsiasi limite all’acquisto di terre appartenenti ai Paesi del sud del mondo, soprattutto in Africa e in Asia.

Promesse: più agricoltura e meno fame

Lo scopo dell’istituto con sede a Washington, era stimolare il settore agricolo nei Paesi in via di sviluppo attraverso l’afflusso di capitali stranieri e dimezzare il numero di persone che soffrono la fame entro il 2015, in linea con quanto previsto dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite.

La nuova spartizione dell’Africa

Da quel momento è cominciata una corsa sfrenata all’acquisto di terre a basso costo che ha portato alla cessione da parte dei governi di milioni di ettari pur di far fronte alla grave crisi economica e alimentare degli ultimi anni. Una corsa che a molti studiosi e storici ha ricordato il periodo coloniale e la spartizione dell’Africa (scramble for Africa) in termini di terre e risorse naturali, avvenuta per mano degli Stati europei a partire dalla fine del XIX secolo.

Milioni di ettari ceduti ai privati (2006-2012)

Una lista dei paesi africani che tra il 2006 e il 2012 hanno maggiormente subito il fenomeno del land grabbing. Su tutti, Liberia, Guinea, Ghana, Congo, Sierra Leone, Nigeria, Senegal con ettari di terreno ceduti che vanno da 500mila fino a circa 1,7 milioni (Liberia). Ma non se ne parla

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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