Avremmo molto apprezzato se qualche TG avesse chiarito ai teleutenti questi scarni elementi, ma anche stasera non è successo. Le “regole del gioco” nell’informazione sono così collegate a quelle delle fazioni politiche, così “intestine” e criptiche che anche chi non apprezza i contenuti dell’Italicum per onestà intellettuale non può accodarsi al coro dei contestatori, così come ai peana dei vincitori. Come abbiamo scritto qualche giorno fa non esistono, in politica e nella comunicazione, anime belle, e forse anche per questo ci meritiamo una legge elettorale alquanto brutta. Nei Tg di serata quasi ubiqua la Ministra Boschi, che ovviamente esprime la massima soddisfazione e minimizza le tensioni interne al Pd.
In attesa che la “battaglia finale” si sposti al Senato per le riforme costituzionali, l’altro tema che “divide” e attira telecamere e servizi è la presentazione della giornata di sciopero della scuola contro la riforma di Renzi. Molti servizi, molti professori e sindacalisti della scuola intervistati, ma se il problema si risolve con il sì o con il no al Preside-Sceriffo – come in sostanza danno a intendere i Tg – stiamo proprio messi male.
Facendo un passo indietro, su tutte le testate le cronache del dopo-scontri a Milano. Paradossale l’editoriale di Liguori su Tg4 che accusa Viminale e vertici della sicurezza di aver usato atteggiamenti diversi: pavido con i black block e duro con i contestatori di Renzi a Bologna. Da notare, però, lo spazio relativamente contenuto alla mobilitazione civica dei milanesi che avrebbe meritato servizi più ampi. La “spiegazione” fa riferimento a quanto sopra esposto: buona parte della politica e dell’informazione sono così lontani dalla realtà che, ad esempio, risolvono il problema della sicurezza attaccando extracomunitari e rom, o non “colgono” qualcosa che è fuori dagli schemi perché non riferibile a questo o a quel potentato. E’ il caso delle spugne e le ramazze al centro di Milano, che ci sono piaciute moltissimo e segnalano come l’Expo sia stata “adottata” dagli italiani. Il corteo semi-spontaneo e “apolitico” dei 20 mila è una delle poche buone notizie emersa dalla pancia del Paese.
Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di domenica 3 maggio
Tg1 – ore 13:30 4.970.000, 27,00% ore 20:00 5.480.000, 25,47%.
Tg2 – ore 13:00 2.733.000, 15,58% ore 20:30 1.991.000, 8,14%.
Tg3 – ore 14:30 1.388.000, 7,77% ore 19:00 1.787.000, 10,58%.
Tg5 – ore 13:00 2.812.000, 15,93% ore 20:00 3.511.000, 15,99%.
Studio Aperto – ore 12:25 1.582.000, 10,62% ore 18:30 1.127.000, 7,84%.
Tg4 – ore 11:30 805.000, 8,24% ore 18:55 765.000, 4,61%.
Tg La7 – ore 13:30 523.000, 2,85% ore 20:00 1.015.000, 4,67%.