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Immigrati, le associazioni bocciano il vertice Ue. “Decisioni ottuse e ipocrite”

Coro unanime delle associazioni contro le decisioni del vertice straordinario dei ventotto capi di Stato e di governo sull’immigrazione. Migrantes: “Dal vertice piccoli passi di un’Europa timorosa”. Medu: “Le misure, foglie di fico per nascondere un fallimento”. Centro Astalli: “Ennesimo buco nell’acqua”

migranti barcone 2***dal Redattore Sociale, 24 aprile 2015 – Coro unanime delle associazioni contro le decisioni del vertice straordinario dei ventotto capi di Stato e di governo sull’immigrazione, voluto dal premier italiano Matteo Renzi. Molte le voci che si sono levate a criticare pesantemente le conclusioni adottate dai leader, voci che sottolineano in particolare il timore mostrato nell’affrontare il tema del soccorso e dell’accoglienza di chi fugge da guerre e terrorismo.

Migrantes: “Dal vertice Ue solo piccoli passi di un’Europa timorosa”. Per mons Giancarlo Perego, “dal vertice europeo di ieri esce l’Europa dei nazionalismi. E’ rimandata la costruzione dell’Europa sociale e solidale”. Insomma, ieri sarebbero stati compiuti solo “piccoli passi di un’Europa incerta e timorosa ad affrontare il dramma delle morti, il flusso di 200.000 migranti dal Nord Africa, le centinaia di migliaia di persone in fuga da guerra e terrorismo”.
La Fondazione Migrantes prende le distanze anche dalla tanto discussa ipotesi, avanzata nel Consiglio, di “un’azione, da tutti gli esperti sconsigliata, di distruzione delle barche dei trafficanti nei porti”.Centro Astalli: “Vertice Ue ennesimo buco nell’acqua”. I Gesuiti esprimono perplessità sui risultati del vertice, definiti “deludenti e ricchi di lacune”. Il presidente, padre Camillo Ripamonti: “E’ stato aumentato il budget dell’operazione Triton ma non ne è stato modificato il mandato di controllo delle frontiere. Si è disposti a spendere la stessa cifra che l’Italia impiegava per Mare Nostrum, senza però dare priorità al salvataggio delle vite in mare”. E conclude: “Occorrono un’azione comune di ricerca e soccorso, una sperimentazione per l’istituzione di vie d’accesso legali e sicure per chi cerca protezione in Europa e un piano europeo per l’accoglienza”.

Medu: “Le misure del vertice Ue, foglie di fico per nascondere un fallimento”. Medici per i Diritti Umani critica fortemente alcune delle misure emerse dal vertice straordinario di Bruxelles, misure che per l’organizzazione appaiono gravemente inadeguate. Prima tra tutte quella riguardante il rafforzamento delle operazioni Triton e Poseidon nel Mediterraneo, all’interno del mandato di Frontex. Inoltre, forte è la critica all’ipotesi di  istituire un programma per rimpatriare  rapidamente i migranti, definito “un ‘programma di ritorno’ su vasta scala tanto inquietante quanto indefinito. E’ qui il caso di ricordare ancora una volta che la gran parte di migranti che arrivano sulle nostre coste sono persone estremamente vulnerabili, sottoposte in Libia a gravissime violenze”.

Immigrati, Amnesty International: “Al vertice Ue un’operazione per salvare la faccia”. Secondo l’organizzazione, la decisione di non estendere l’area operativa di Triton pregiudicherà fatalmente l’impegno preso ieri al vertice di Bruxelles di fornire risorse, navi e aerei per le operazioni di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo. “Se il raggio d’azione non verrà aumentato, migranti e rifugiati continueranno a morire e l’Unione europea verrà ancora una volta vergognosamente meno al dovere di occuparsi di questa tragedia alla sua porta di casa”.

Cir: “Conclusioni scandalose, è il fallimento dell’Europa”
. Il Consiglio italiano per i rifugiati critica le conclusioni del summit straordinario di Bruxelles: “Non cambia soccorso in mare e il reinsediamento su base volontaria è solo per cinquemila rifugiati riconosciuti”. Il presidente, Roberto Zaccaria: “L’unica novità introdotta è l’aumento della dotazione finanziaria di Triton che viene portata a 9 milioni di euro, cifra che ripartita tra i 28 Stati dell’Unione corrisponde alla ridicola somma di 321mila euro ognuno”.

Anche Lunaria boccia il vertice: “Decisioni ottuse e ipocrite”
. L’associazione non usa giri di parole per condannare le scelte dei capi di Governo, riunitisi ieri nel Consiglio europeo straordinario sull’immigrazione. “Il piano licenziato ieri offende le migliaia di vittime”. Nel mirino le dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e del presidente della Commissione europea, Jean Claude Junker, secondo i quali la priorità dell’Europa non sarebbe solo quella di salvare la vita delle persone in mare con attività di ricerca e soccorso ma anche quella di contrastare l’immigrazione illegale e l’attività dei trafficanti.

Save the Children: “L’Europa chiarisca il mandato di Triton”. L’organizzazione internazionale chiede maggiore chiarezza all’Europa sul ruolo di Triton e sull’espansione della sua area di intervento. “Ma non tutto è da buttare dopo il vertice di Bruxelles”, aggiunge, sottolineando il “positivo impegno per aumentare le risorse finanziarie per Triton”.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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