Delfino bianco

Marnetto Massimo 1***da Massimo Marnetto, 22 aprile 2015 – Acqua e olio non si uniscono.

Dopo anni di laboriosi  tentativi di unire i resti di DC e PCI – Ulivo e i suoi derivati –  il bianco Renzi sta epurando il rosso Bersani, dopo aver affossato gli unici due pontieri che avevano tentato la fusione a freddo tra i partitoni nazionali: Prodi e Letta.
Ora la scissione è iniziata. 
E non solo per la sostituzione dei 10 parlamentari dissidenti verso l’Italicum nella Commissione che lo deve approvare, ma soprattutto per il mancato invito di Bersani alla Festa della Fedeltà (ex Festa dell’Unità). Un ostracismo che ha aperto una crepa nel partito, più profonda della leggendaria pazienza di Bersani.
E adesso?
La crepa si allungherà sottotraccia fino alle elezioni di maggio, ma è difficile che l’intonaco unitario riesca a nasconderla a lungo. E ancora più difficile che i rossi del PD siano disposti senza reagire a prendere dai “bianchi gigliati” pesci in faccia tutti i giorni prima dei pasti.
La spaccatura sarà sempre più evidente. E ne avremo le prime avvisaglie nella votazione in aula dell’Italicum. Se poi la legge passa, i dissidenti sapranno di non poter più essere candidati senza il benestare del segretario e a quel punto non avranno più nulla da perdere, se non la faccia.
Renzi intanto imbarcherà i Bondi e i Verdini, appositamente spurgati una nottata in acqua fredda, nel nascente Partito della Nazione, l’enorme delfino bianco, che ricorda una balena, ma molto più bravo nello strappare applausi con salti, annunci e  acrobazie.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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