Con un cambio d’orizzonte necessariamente stridente sono soprattutto le testate Rai che enfatizzano le notizie sull’aumento più che consistente delle assunzioni a tempo indeterminato nel primo bimestre 2015, con una forte inversione di tendenza a favore dei più giovani. I numeri vengono spesso tirati da una parte o dall’altra, ma spesso l’informazione oltre che “giocare” talvolta anch’essa nella partita delle polemiche e delle contrapposizioni, dà l’impressione di non cogliere in nodi più evidenti. Che queste assunzioni non abbiano nessuna relazione con il jobs act e, quindi, con la possibilità di più facili licenziamenti, sarebbe stato un “commento” alla “notizia” fornita da Renzi e Poletti obbiettivo quanto utile per i teleutenti. D’altro canto il boom di assunzioni (in parte consistente in realtà trasformazione di contratti precari) discende dai forti incentivi per le aziende e, quindi, non rappresenta un autonomo segnale di ripresa. Quello che abbiamo scritto nel presente paragrafo non ha nulla di geniale e non rappresenta, certo, uno scoop, ma il compito dell’informazione potrebbe qualche volta consistere nello spiegare in maniera piana le cose. Ai cittadini spetta poi giudicare.
L’intervento di Draghi in Parlamento conferisce profondità di campo al dibattito nazionale. Ripreso da tutti Super Mario trova una simpatica espressione per sintetizzare il giudizio sulle politiche economiche italiane degli ultimi anni: non proprio “amichevoli” verso lo sviluppo. La politica offre poi la notizia dell’abbandono della Lega da parte di 5 parlamentari vicini a Tosi e le capacità camaleontiche dei Cinque Stelle che ieri invitavano il governo ad andare avanti sulla corruzione, mentre oggi affermano che il disegno di legge affrontato dal Senato è un regalo ai corrotti dei partiti. Ma la notizia “vera” di giornata è invece proprio l’abbraccio Pd – Cinque Stelle in commissione, che porta all’avanzamento delle legge sulle unioni omosessuali, tra lo sconforto e le lamentazioni della destra e dei centristi. Sembra, insomma, che qualcosa si muova. Incredibile dictu, le vicende del Pd porterebbero (titolo di Mentana) alla “resa dei conti” tra Renzi e la minoranza interna nella direzione di lunedì prossimo dedicata all’Italicum. Quante “rese dei conti” sono avvenute negli ultimi 6 mesi, e con quali risultati?