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Caffè dopo la tragedia. 25 marzo

Mineo Corradino***di Corradino Mineo25 marzo 2015 – Tutti i titoli sono per l’incubo dei 150, studenti, famiglie, turisti senza pensieri. Poi l’aereo prende a precipitare da 10mila metri, senza un SOS, per 8 interminabili minuti. Nessuno sa dire perché. Non ancora. E questo angoscia i piloti a terra, riaccende polemiche sui controlli, motiva polemiche sugli equipaggi giovani e meno pagati. Mentre il Re di Spagna e la Cancelliera di Germania abbracciano chi si è visto strappare un figlio. E il soccorso alpino accende fuochi per tenere lontani i lupi dai resti di 150 vite spezzate.

 In Italia si parla di corruzione e di prescrizione, argomenti tabù per governi destra-sinistra. La legge approvata ieri alla camera – dice il ministro Orlando – si può “migliorare” in Senato. Alla faccia di chi contestava il bicameralismo. NCD evita di votare contro e si astiene, sperando di rientrare in gioco a Palazzo Madama. Legge che sospende per due anni la corsa della prescrizione, vera tagliola ammazza processi,  per due anni dopo il primo grado, per uno dopo l’appello. Legge che prevede un allungamento dei termini di prescrizione per i corrotti e uno molto più significativo  per reati contro i minori.

Una buona legge? Al massimo un compromesso accettabile. Magistrati sul campo della lotta alla mafia – ricordate Luigi Ciotti? Corruzione e mafia sono due facce della stessa cosa – proponevano una norma semplice: si blocchi (non si sospenda) la prescrizione dopo una condanna in primo grado. Un modo per dire agli avvocati che dovranno difendere il loro imputato (già condannato) nel processo e non dal processo. Poi, certo, bisogna puntare a processi brevi. Ma non è lasciando a piede libero, e senza condanna definitiva, corrotti, concussi e i colletti bianchi, che si difende il cittadino da una giustizia troppo lenta. Il testo approvato è un compromesso. M5S avrebbe fatto bene, però, a votarlo, anziché astenersi come l’NCD. Magari solo per allargare lo scontro nella maggioranza di governo.

Oggi in Senato arriva la legge contro la corruzione. Dopo due anni dal giorno in cui Grassi ne depositò il testo. E gli azzeccagarbugli di Forza Italia e di NCD daranno battaglia. Non sia mai che un corrotto, che la domenica va in chiesa e frequenta bene, sconti la stessa punizione di un piccolo spacciatore o di un ladro per necessità. Sono galantuomini.

 Intanto il rimpasto slitta. Renzi valuta la possibilità di salvare Speranza dal ruolo di capogruppo alla Camera. Dove un po’ fa il mazziere per conto del Segretario, un po’ critica con la minoranza: meglio chiamarlo al governo. Però NCD è in subbuglio, il voto per le regionali si avvicina, meglio sopire, meglio rinviare, aspettare. 

Ieri sera, davanti alla Commissione Cultura del senato, la ministra Giannini ha detto che saranno assunti tutti i docenti iscritti nelle Graduatorie a esaurimento della Scuola e tutti i vincitori di concorso. Per gli altri, precari da anni con più di una abilitazione, candidati che hanno conseguito l’idoneità nel concorsone Profumo, niente da fare: fuori in attesa dei nuovi concorsi. Si tratta di donne e umini che sono stati a lungo sfruttati e illusi. Gente che ritiene di aver maturato diritti e che dovremo difendere. Come hanno ragioni gli insegnanti che temono di non poter più ottenere un trasferimento atteso, per via della nuova sanatoria. Però è pure vero che l’abuso del precariato nella scuola durava da troppi anni: una vergogna cui bisognava dare un taglio. E di questo Renzi saprà farsi forte.

Un mio amico che ne sa, sospetta che Merkel abbia giocato d’astuzia con Tsipras, gli abbia detto a Berlino #stai sereno Alexis, mentre a Bruxelles qualcuno scommette su di “una uscita accidentale della Grecia dall’Euro”. Dio non voglia!

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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