“Battiam, battiam le mani” Caffè del 14

Mineo Corradino alganewsdi Corradino Mineo14 marzo 2015 – La chiesa di Francesco non è la Curia – “ultima corte (rimasta) in Europa”. Non è un Vescovo che accoglie come figlio specialissimo l’uomo d’onore e il politico di buona volontà (cioè amico di sua eminenza). La Chiesa di Francesco vuole riunirsi intorno al Dio che fu Uomo. Chiesa che fa da ponte fra passato e futuro e proclama il Giubileo della Misericordia. Parola terribile per gli ipocriti, per quelli del “a me che importa?”, per i ricchi e i sazi. Parola che accoglie i poveri, gli “scarti” e i perseguitati. Il pontificato di Bergoglio sta bruciando secoli di luoghi comuni e il Papa sente che “sarà breve”. Il tempo è solo un rapporto fra presente e futuro. “Il Giubileo di Papa Francesco” Corriere. “Il mio pontificato sarà breve” Repubblica e Stampa. 

 Il vertice di  Sharm el Sheikh avrebbe dovuto indicare l’Egitto di Al Sisi come “modello della civiltà araba e islamica, modello della lotta al terrorismo e della stabilità” ma Obama non ha ancora scelto (diritti umani, ruolo di Putin) e in Marocco fallisce la trattativa tra bande buone o semi buone della Libia post Gheddafi. “Interveniamo prima che l’Isis prenda le città”, chiede il nostro premier. Giannelli disegna una piramide di parole e chiede “È arrivato Renzi?” 

Il fatto è che l’uomo solo al comando vince ma non convince, annuncia e subito rimanda. “Il testo poi seguirà (con calma)” scrive Ainis. Un esempio? Più di uno, purtroppo. Scegliere 4 consiglieri della Rai a Camere riunite. Fatto? No, perché gli atti che si compiono a camere riunite sono fissati dalla Costituzione. Servirà un’aggiustatina al testo!  E la scuola? “Battiam, battiam le mani al nostro Direttore, battiam battiam le mani all’uomo di valore”, cantavano gli  alunni di una prima elementare negli anni 50. Chi è oggi questo “uomo di valore”? Come sarà scelto il dirigente che distribuirà il bonus di 500 euro agli insegnanti, a suo giudizio, “meritevoli”? Che terrà i rapporto tra scuola autonoma e territorio”, vale a dire con la politica locale? Il testo seguirà. L’importante è che ci sia un capo, per dare ordine gerarchico alla geremiade del “si premi il merito”.

“Un’impresa su due assumerà”. Lo dice Repubblica, ma “sperare non basta”, aggiunge Federico Fubini che, a Cernobbio, ha inteso tanti industriali chiedere di più che il jobs act: scelte di politica industriale, investimenti pubblici, lotta senza quartiere alla corruzione. Altrimenti il cannone di Draghi (“gli investitori si precipitano in Europa – Financial Times – come risposta al QE”) finirà, per noi, con una crescita dello 0,6 o giù di lì, la metà del tasso atteso in Europa. Darà più soldi a chi ne ha, ma non ridarà il morale alla classe media né ricostruirà il sistema industriale.

Intanto l’Europa litiga sulla Grecia. Meglio che litighi e non faccia pazzie. Tsipras “ottimista”, Junker “esclude il default”, Schäuble parla di uscita di Atene, Moscovici lo zittisce “una tragedia per tutti”. Corriere e Repubblica scoprono che il comunista Varoufakis ha una moglie artista, una casa sotto il Partenone e che piace ai capitalisti riuniti a Cernobbio.

In Italia aumentano le iniziative intorno a un leader. Effetto Renzi. Tosi lascia solo Salvini e getta un’OPA sul quel che resta della corte di Berlusconi. Landini, chiama alla Fiom Emergency e Libera, segando le gambe agli intergruppi di sinistra, fuori e dentro il Pd. Nel mio piccolo, ieri a Mestre, ho animato una bella iniziativa per Felice Casson sindaco. Quando la politica sa mordere e grattar via le incrostazioni dei comitati e degli affari, tornano partecipazione e fiducia 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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