Un premio giornalistico ricorda Franco Giustolisi

 

Giustolisi Franco***da http://www.lagazzettadiviareggio.it, 9 marzo 2015 – Il comune di Stazzema e il Parco Nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema unitamente al Comitato per le Onoranze ai Martiri di Sant’Anna di Stazzema in collaborazione con la famiglia Giustolisi hanno bandito la prima edizione del Premio di giornalismo “Giustizia e verità – Franco Giustolisi”. Il premio intende onorare la memoria di Franco Giustolisi attraverso un Premio che ne ricordi la figura e il percorso professionale favorendo, anche attraverso attività e manifestazioni collaterali al Premio, l’educazione e la formazione socio-culturale di giovani giornalisti verso la ricerca della verità, incentivando la promozione del giornalismo di inchiesta tra i giovani.

Il Comune di Stazzema ha approvato il Regolamento della Prima edizione che si svolgerà nel 2015: una giuria scelta in collaborazione con la famiglia Giustoilisi e composta da: Pier Vittorio Buffa, con funzioni di Presidente, Livia Giustolisi, Daniele Biacchessi, Marco Cianca, Marcello Mancini, Bruno Manfellotto, Enrico Mentana, Omar Monestier, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi, Luigi Vicinanza sceglieranno le migliori inchieste dell’anno comunque, pubblicata sul tema della verità e della giustizia e comunque realizzata (televisione, radio, giornali, libro, web…). I lavori dovranno essere consegnati entro il 12 agosto 2015 al Comune di Stazzema, con sede Piazza Europa, 6 Pontestazzemese. Le modalità di partecipazione sono contenute nel Regolamento. La Giuria, che organizzerà autonomamente i propri lavori, sceglierà il vincitore entro il 10 ottobre 2015 stilando apposito verbale della decisione. La premiazione si svolgerà a Sant’Anna intorno al 10 novembre data della scomparsa del giornalista Franco Giustolisi.

“Franco Giustolisi è scomparso il 10 novembre scorso – commenta il Sindaco di Stazzema -, lasciandoci in eredità il suo amore per la verità e per la giustizia nei lunghi anni in cui è stato inviato speciale dal 1960 sino alla sua morte si può dire: ha lavorato per Paese Sera, L’Ora di Palermo, Il Giorno, la Rai ( lo storico settimanale Tv7) ed è’ stato firma di punta per L’Espresso per lunghi anni. Ha collaborato poi con l’Unita’ ed Il Manifesto. Si è’ occupato dei temi più’ importanti fatti della storia civile italiana per oltre 50 anni: dal banditismo sardo ai sequestri in Calabria, dal caso Mattei allo scandalo del Banco Ambrosiano, dalle stragi di mafia alla P 2, dal terrorismo alla mala sanità’, alla scuola, all’abusivismo. Il suo reportage sul cosiddetto Armadio della Vergogna ha creato le condizioni per il processo perché altrimenti rischiavamo un nuovo occultamento. Il Premio avrà cadenza annuale e premierà la migliore inchiesta giornalistica dell’anno: a giorni sarà attivo un sito internet dedicato. Contiamo in una grande partecipazione e soprattutto vogliamo che ci siano sempre più giornalisti che si confrontino con quel giornalismo di inchiesta che per Franco Giustolisi è stata una ragione di vita per la sua innata esigenza di verità”.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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