La lotta al cyberbullismo sbarca al Festival di Sanremo

Dal 9 al 14 febbraio un truck di 18 metri, dotato di un’aula multimediale e postazioni internet, sosterà nella città dei fiori per la campagna educativa itinerante della polizia postale sui rischi dei social network. Ogni mattina, dalle 9 alle 18 in Piazza Colombo e dalle 9 alle 11 al Centro congressi del Palafiori nell’ambito delle attivita’ collaterali di Casasanremo, si svolgeranno incontri con studenti, genitori, insegnanti e societa’ civile sull’utilizzo sicuro, consapevole, responsabile e critico della rete internet.  (nandocan)

socialnetwork rischi***dal redattore sociale,  9 febbraio 2015 – E’ ripartita da Roma la piu’ importante e imponente campagna educativa itinerante che sia mai stata realizzata al mondo da un organismo di polizia in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’universita’ e della ricerca ed il garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, sulla sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli dei social network e in particolare del cyberbullismo. Un progetto al passo con i tempi dei social network e delle nuove generazioni che permette di conoscere le opportunita’ del web evitando di cadere nelle tante trappole della rete internet.

Ancora una volta aziende come Facebook, Fastweb, FireEye, Google, H3G, Libero, Microsoft, Telecom Italia, Twitter, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Virgilio, Wind, Youtube, Scania, Continental, ItalWork Consorzio e RDS 100% Grandi Successi “radio ufficiale dell’evento” insieme alla Polizia di Stato per un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre piu’ sicura dopo i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”. L’iniziativa partita lo scorso gennaio da Roma ha gia’ raggiunto Grosseto, Siena, Livorno, Pisa, Massa Carrara, La Spezia, Genova, Savona, Albisola, Imperia e adesso una settimana a Sanremo prima di riprendere il viaggio verso altre 55 localita’ sul territorio nazionale.  (DIRE)

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Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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