2015 nel mondo: gli eventi più cercati su Google

In testa alle ‘letture’ ovviamente e purtroppo, Parigi sotto attacco. Le stragi nella sede di Charlie Hebdo a gennaio e al Bataclan nel novembre scorso, hanno attratto e coinvolto l’interesse della gente in tutto il globo.

E poi la regalità britannica. Un posto non indifferente occupa la regina Elisabetta e il suo regno longevo. La curiosità, il gossip reale hanno prevalso sul Terremoto in Nepal che si è fermato a 85 milioni di ricerche.

L’animalismo corre. Molto alta l’attenzione del lettore verso la storia del leone Cecil ucciso, che con 32 milioni di ricerche raggiunge le notizie sulla drammatica crisi finanziaria della Grecia. Forse un po’ esagerato.

Fa riflettere il posto che occupa nelle ricerche, il dramma dei migranti, solo 23 milioni, superato da Star Wars, il Vestito, la coppa del mondo di Rugby e dai mondiali di calcio femminili.

MA ECCO LA CLASSIFICA

1. Parigi sotto attacco, con 897 milioni di ricerche

2. Oscar, 426 milioni

3. Coppa del mondo di Cricket, 323 milioni

4. Coppa del mondo di Rugby, 246 milioni

5. Star Wars con 155 milioni

6. Mondiali di calcio femminili 113 milioni

7. L’ultimo addio alle star, 123 milioni

8. La regina Elisabetta e il regno più longevo, 100 milioni

9. Terremoto in Nepal, 85 milioni

10. Il vestito, 73 milioni

11. La crisi della Fifa, 42 milioni

12. Il leone Cecil, 32 milioni

13. La Grecia sull’orlo del tracollo, 32 milioni

14. Crisi dei migranti, 23 milioni

15. Accordo sul nucleare iraniano, 20 milioni

16. Scandalo emissioni in Wolkswagen, 13 milioni

17. La crisi della Cina, 12 milioni

18. Acqua su Marte , 10 milioni

Pubblicato da nandocan

Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio il fondatore e direttore della rivista, padre Ernesto Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7”, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, con questo blog e altri siti Internet. Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. Nel 2008 mi ero deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. Nel 2015 ho capito come molti altri che non c’era niente da fare, Matteo Renzi lo stava portando a destra, in direzione opposta alla mia. Ma oggi, anche senza un partito nella lunga e forse inutile attesa di una sinistra unita, continuo a occuparmi di politica, naturalmente. Figli e nipoti vivono e lavorano all’estero. Nel maggio 2021 avrò 85 anni. Vi terrò aggiornati.

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