Berlusconi, partita truccata

di Giuseppe Giulietti, 27 ottobre 2013

conflitto interessi berlusconi

So bene che, ogni qual volta, si sfiora il tema delle elezioni anticipate, si rischia sempre di litigare persino con gli amici più cari che, legittimamente, non vedono l’ora che la stagione dei berlusconiani, dei diversamente berlusconiani e dei berlusconiani inconsapevoli finisca prima che riescano a far “decadere” la Costituzione medesima.

Condivido le loro ansie, ma occhio alla “Eterogenesi dei fini”, per rubare la citazione al filosofo Giambattista Vico. Per eterogenesi dei fini si intende la possibilità che ad azione intenzionali corrispondano conseguenze non previste, persino opposte a quelle auspicate.

Chi oggi pensa che B sia politicamente già morto, non solo si illude, ma commette un gravissimo errore di valutazione politica.

I diversamente berlusconiani che, per altro, hanno sin qui condiviso tutti gli estremismi del loro capo, non hanno prospettiva alcuna, se non quella di dar vita all’ennessimo centrino da…tavolo di trattativa.

Berlusconi aspetterà il voto sulla sua decadenza, e se dovesse andargli male, tenterà di far decadere tutto e tutti.
La sua non sarà solo la reazione di un uomo vecchio, stanco ed irato, ma anche la controffensiva insidiosissima di chi controlla la cassa, i dossier, e soprattutto un vasto impero mediatico.

Sarà bene non dimenticare che, in questo momento, oltre a disporre di Mediaset, detiene anche il pacchetto di maggioranza nel Consiglio di amministrazione della Rai.

Per queste ragioni sarà Lui a staccare la spina al governo, a chiedere le elezioni e a pretendere che si svolgano con questa legge elettorale e con questo conflitto di interessi, una doppia porcata! Sarebbe l’ennesima partita truccata!

Prima di tornare al voto, magari a marzo, i radicali, i moderati, i movimentisti, i credenti, i non credenti, i diversamente democratici, i grillini consenzienti, quelli dissenzienti, i montiani delle origini, quelli di rito casiniano, i destri non berlusoniani, provino a trovare una intesa che impedisca la definitiva decadenza non della seconda Repubblica, ma della Repubblica.

* http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/26/berlusconi-partita-truccata/757425/ica.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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