Osservatorio tg – Addio ai Monti ?

IhaX8I Tg di giovedì 17 ottobre – La decisione dell’abbandono da parte di Mario Monti della presidenza di Scelta Civica è “sincronizzata” con le aperture dei Tg delle ore 20. Il nervosismo dell’ex premier era evidente già nelle scorse settimane; probabile concausa il giudizio sulla legge di stabilità.  A undici mesi dalla crisi del suo governo, e dopo aver perso l’appoggio di Casini, il simbolo stesso della tecnica in politica vede ridotti  oramai ai minimi termini il suo spazio politico e la sua influenza .

Anche il vice Ministro Stefano Fassina starebbe per lasciare Letta (ma TG La7- Palazzo Chigi ci informa che, al momento, nega di aver ricevuto sue dimissioni). Su Tg5 Epifani, a lungo intervistato, commenta le indiscrezioni attorno a Fassina come un segnale di scarsa collegialità. Le critiche alla legge di stabilità continuano a popolare trasversalmente tutte le testate, con Tg 3 e Tg La 7 che vedono altri dissensi nel Pd, soprattutto sul versante renziano, oltre quelli “gridati” da mezzo Pdl.

Sul fronte del Pdl, mentre per Mediaset non ci sono notizie di giornata degne di nota, per quelli Rai e La7 la buriana infuria. Alfano avrebbe “ammorbidito” le posizioni di Berlusconi nel corso della riunione con i  “suoi” ministri,  mentre Cicchitto, intervistato da Tg1 e Tg3, non dissimula i dissapori e i rischi di un ritorno alla condizione di separati in casa.

Il tormentone postumo legato al boia Priebke si arricchisce della  diffusione del suo insulso video-testamento che nulla aggiunge all’infamia e all’ipocrisia che da sempre ha contrassegnato il comportamento dei gerarchi nazisti “tanati” dalla giustizia internazionale. Alcuni Tg si limitano al ruolo di postini, e propongono stralci dal video senza particolari commenti. Diverso il comportamento del Tg3 che “smonta” le falsità e le autoassoluzioni del responsabile delle Fosse Ardeatine. Tg 1 si collega con la Sede del Museo della Liberazione di Via Tasso, e ci fa ascoltare il figlio di una delle 335 vittime di Priebke.

Per Studio Aperto e Tg 4 il duplice femminicidio di Pescina è addirittura apertura; abbiamo accennato nei giorni scorsi al processo per cui l’attenzione alla violenza contro le donne – sempre encomiabile – qualche volta stia assumendo le tonalità della moda gridata.

Obama è presente su tutti per l’incontro con Letta “andato in onda” in contemporanea con le edizioni serali (apertura per Tg1, Tg2, e TgLa7); il default  scongiurato, invece, è alto solo per le testate Rai e per La7. Buono il servizio della corrispondente Botteri per Tg2 e Tg 1, con  il “vincitore” Obama che nega di esserlo e, al contempo, striglia i repubblicani.

“Inusuale” per la Ministra Cancellieri  la decisione palermitana di  permettere la testimonianza di Napolitano al processo sulla trattativa Stato-mafia. Copertura niente affatto imbarazzata da parte di tutte le testate.

Segnaliamo infine un servizio niente male del Tg4 che descrive casi reali di povertà nella ricca Milano: molti bambini delle materne che a scuola consumano l’unico pasto della giornata. Ad affermarlo non è un Signor Nessuno, bensì l’Assessore della Giunta Pisapia.

 

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei TG di mercoledì 16 ottobre

Tg1 – ore 13:30 3.631.000, 21,42% ore 20:00 5.578.000, 22,57%.
Tg2 – ore 13:00 2.782.000, 17,95% ore 20:30 2.067.000, 7,69%.
Tg3 – ore 14:30 1.853.000, 12,05% ore 19:00 2.094.000, 12,08%.
Tg5 – ore 13:00 3.239.000, 20,72% ore 20:00 4.977.000, 20,08%.
Studio Aperto – ore 12:25 1.989.000, 16,20% ore 18:30 910.000, 6,86%.
Tg4 – ore 14:00 648.000, 3,86% ore 18:55 804.000, 4,65%.
Tg La7 – ore 13:30 786.000, 4,61% ore 20:00 1.826.000, 7,29%.

Fonte:www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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