Dimissioni? Scherzavo…..

osservatorioda Osservatorio Tg – I Tg i lunedì 30 settembre– Il tentativo di seguire il filo logico delle ultime uscite del Cavaliere risulta vano: non c’è niente da seguire, niente da ricostruire, niente da capire se non che il fatto che Berlusconi annaspa nei gorghi della sua fuoriuscita dal sistema politico. In dieci giorni siamo passati dallo “statista” che nel video messaggio assicura la continuità al governo Letta, alle dimissioni di tutti i parlamentari con l’esclusione dei ministri, alla dimissione dei ministri “decisa da lui solo”, al ritiro delle dimissioni dei parlamentari e all’ingiunzione a Letta “ad approvare in sette giorni quattro o cinque provvedimenti” e poi farsi da parte.

      I Tg di serata si dividono in due categorie: quelli che pur annaspando inseguono il tenue filo degli avvenimenti e quelli “padronali” che cercano di riesumare l’epopea del Grande Capo che mette tutto a posto, comprese le divisioni all’interno del Pdl. Lo scambio durissimo tra Sallusti ed i ministri dimissionari che rifiutano il “metodo Boffo” è presente sulle testate Rai e su La7, “assente giustificata” per Mediaset che con Tg 5 riporta “solo” la ricomposizione del quadro interno che Berlusconi ha assicurato nel pomeriggio. Cicchitto che dice che “non si è chiarito niente” risulta desaparecido per Cologno Monzese, mentre compare assai arrabbiato su Tg2 per criticare la “democrazia interna” al Pdl. C’è da chiedersi: non se ne è mai accorto in precedenza?

Visto che presto o tardi si andrà a votare, non è il caso di porsi qualche problema in sede Agcom, del tipo: “Perché non cominciamo a controllare veramente?” Sempre a proposito di politica e informazione, per essere uno “disinteressato” alla Tv, la mossa odierna di Grillo che “assale” Viale Mazzini suona come l’oro di Bologna di cui gli italiani dovrebbero disfarsi. Ripreso da tutti, come al solito quando sparla dei media. A proposito di media, questa volta stranieri, TG La 7 si “adombra”, forse a ragione, per la pubblicità americana di una nota carta di credito che si propone ai clienti per evitare loro le figuracce che “Fanno gli Italiani”, abituati a “non pagare”.

 Ancora politica. Una volta tanto un sondaggio politico sembra avere un senso non solo per gli addetti al pallottoliere: quello del Tg 3 che fa emergere una divisione all’interno del centrodestra con un 42% di elettori di destra che contestano dall’interno le ultime mosse del Cav.

Mentana dà in diretta la notizia della condanna a trent’anni per Parolisi a L’Aquila e tutti presentano la prima udienza di quello d’appello per Meredith Kercher. Ma la cronaca è aperta per tutti sulla tragedia dei tredici immigrati morti davanti alla spiaggia del ragusano: una volta tanto una sensibilità diffusa anche per chi ha considerato il fenomeno immigrazione come una minaccia per gli italiani. Ottimo il servizio del Tg3. Buono quello del Tg5 sui cimiteri dei tanti “senza nome” giunti cadaveri sull’italico suolo.

 Buono un servizio del Tg 2 sui cinquant’anni della riforma scolastica che rendeva obbligatori gli otto anni di istruzione: come è cambiato, in peggio, il Paese!

Le foto osé della starlet di turno pentita della loro pubblicazione su internet, allietano come ogni sera (o quasi) il desco degli italiani in compagnia di Studio Aperto.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 29/09/2013

Tg1 – ore 13:30 4028.000, 20,29% ore 20:00 4968.000, 20,97%.

Tg2 – ore 13:00 2692.000, 14,30% ore 20:30 1860.000, 7,31%.

Tg3 – ore 14:30 1199.000, 6,10% ore 19:00 2315.000, 12,44%.

Tg5 – ore 13:00 .3333.000, 17,62% ore 20:00 4428.000, 18,71%.

Studio Aperto – ore 12:25 575.000, 4,91% ore 18:30 955.000, 5,81%.

Tg4 – ore 14:00 418.000, 2,11% ore 18:55 746.000, 4,03%.

Tg La7 – ore 13:30 845.000, 4,26% ore 20:00 1554.000, 6.49%.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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