Facebook ha bloccato Ferdinando Imposimato. Perché?

Imposimato FerdinandoEcco il testo della notizia confermata da Doriana Goracci e prima ancora dall’agenzia parlamentare (AGENPARL) del 7 agosto:

(AGENPARL) – Roma, 07 ago – Riceviamo e pubblichiamo la lettera del giudice Fernando Imposimato nella quale denuncia alla nostra agenzia il blocco del suo account Facebook definendolo un “sabotaggio” da parte di chi vorrebbe che tacesse. Il Magistrato si è occupato nel corso della sua carriera della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente delConsiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palmae Girolamo Tartaglione. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani.

di Doriana Goracci, 22 agosto 2013

GRAVISSIMO ! FACEBOOK HA BLOCCATO FERDINANDO IMPOSIMATO e quindi VI PREGO DI PROVVEDERE, CONDIVIDERE, FARE SAPERE: Per chi non lo conoscesse, è un magistrato, politico e avvocato italiano, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani.

QUESTO IL SUO APPELLO:
“Cari amici, con mia enorme sorpresa mi sono visto bloccare Facebook e mi sono trovato nella impossibilità di proseguire le mie modeste battaglie in favore della verità ogni giorno manipolata e della giustizia , ogni giorno vilipesa. Non conosco la ragione di questa assurda decisione e chi l’abbia presa in un momento in cui ero impegnato a difendere il magistrato Antonio Esposito da ingiusti e vili attacchi diffamatori solo perchè ha applicato la legge secondo il principio della eguaglianza di tutti i cittadini. Il monopolio dei media nelle mani di chi ha subito la condanna ha consentito la diffusione delle accuse diffamatorie e la impossibilità di difendere un giusto almeno su FB. Il mio tentativo di ripristinare FB è fallito e cercherò di parlare attraverso twitter, la mailing list e google+ . Vi chiedo pertanto la cortesia di fare sapere ai vostri e miei amici del grave e pericoloso attentato alla mia libertà di parola e di comunicazione. Sappiamo che la fine della libertà di opinione e di manifestazione del pensiero è il principio della fine della democrazia e della libertà per tutti. Vi chiedo anche di iscrivervi a tutti i canali da me indicati per potere interagire con me. Grazie per la vostra collaborazione.” Ferdinando Imposimato

TWITTER: https://twitter.com/Imposimato
MAILING LIST: https://groups.google.com/group/ferdinandoimposimato
GOOGLE+: https://plus.google.com/115690648724242763263
FACEBOOK: https://www.facebook.com/FImposimato

Volevo scrivere sulla pagina di Ferdinando Imposimato, che lui stesso ha indicato , queste parole: carissimo Ferdinando Imposimato, tutta la mia stima vicinanza e comprensione…La Redazione di Reset Italia provvederà al resto. un abbraccio sincero
Non mi è stato possibile farlo perchè sono ancora in punizione, bloccata sulle pagine Fb.
Doriana Goracci

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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