Nasce “Spazio libero”

fondazione critica liberale20 luglio 2013 – Ricevo da Enzo Marzo e pubblico volentieri questo annuncio (nandocan)

Cari amici , la Fondazione Critica liberale, assieme ad altri 30 promotori, ha dato vita a “spazio libero”, network che intende farsi portavoce unitario di coloro – individui o associazioni o giornali ecc. – che si ritrovano a sinistra in un’area politicamente orfana, che si rifa alle tradizioni laiche, azioniste, liberali, liberalsocialiste, repubblicane, democratiche. Nonché intende costruire una sempre maggiore coesione culturale-politica che assicuri una presenza visibile nel dibattito pubblico. L’esito positivo di questa iniziativa è legato all’impegno di ciascun promotore e  di tutti i firmatari a diffondere sui propri siti, su Facebook, su Twitter o mediante i propri indirizzari personali e associativi la comune dichiarazione d’intenti. Vi ringraziamo dell’attenzione. [Fondazione Critica liberale]

per uno “spazio libero”. nuova iniziativa promossa da 31 associazioni e personalità – otto punti di indirizzo

ITALIA SPAZIO LIBERO
PREMESSA
Lo scopo di questo invito è di costruire assieme un soggetto che si faccia portavoce unitario di coloro – individui o associazioni o giornali ecc. – che si ritrovano a sinistra in un’area politicamente orfana, che si rifa alle tradizioni laiche, azioniste, liberali, liberalsocialiste, repubblicane, democratiche e intende interpretare le istanze di modernizzazione di larghi strati della società affini per idealità e interessi, nel solco dei principi  tracciati dalla Costituzione repubblicana
OTTO PUNTI PER UNO SPAZIO LIBERO:
1) La condizione di disastro politico, economico, morale e di coesione sociale in cui versa il paese non può più essere misconosciuta o sottovalutata.
2) Il fallimento irreversibile delle due componenti finora totalizzanti del centrosinistra, l’ex-Pci e l’ex-Dc, impone alle forze di idealità laiche, azioniste, liberali, liberalsocialiste, repubblicane, democratiche di ritrovare in se stesse, nelle loro tradizioni, nella loro capacità di interpretare il presente e il futuro, nella loro fedeltà ai valori costituzionali e dello Stato di diritto, l’energia di presentare un’offerta innovativa che rompa decisamente col passato e colmi un vuoto e un’assenza molto più che ventennale, interpretando anche sensibilità affini, diffuse in larghi strati della società, anche latenti e inconsapevoli.
3) I valori che ci ispirano e ci muovono sono:
– consapevolezza che la Libertà –  valore primo e supremo sia per gli individui sia per la società tutta  –  non è tale se disgiunta dall’Equità, principio che rende possibile la convivenza;
– recupero della centralità delle Regole, della Legalità repubblicana e del Conflitto;
– separazione dei poteri, politico, economico e mediatico, che attualmente sono strettamente intrecciati, inquinando così la dialettica democratica;
– ricostruzione dell’Etica pubblica.
– la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica per rafforzare le istituzioni e la democrazia rappresentativa, anche mediante una visione strategica di vecchi e nuovi media.
4) L’attuale toponomastica politica presenta una Destra indecente, affaristica, antieuropea e razzista che grazie al berlusconismo ha profondamente corrotto l’etica pubblica e il sistema democratico, con la complicità delle nomenclature ex-Pci ed ex-Dc, ora in macerie, che non hanno mai voluto riconoscere l’anomalia democratica di Berlusconi, e anzi ne hanno assunto vizi privati e pubblici, al centro e nei governi locali; un sedicente Centro elettoralmente inconsistente e politicamente gregario; una Sinistra antagonista che sconta ritardi culturali e diffidenze dell’elettorato; e infine una nuova rilevante forza cesaristica ancora indefinibile che sembra cavalcare solo la protesta.
5) In un sistema socio-politico già malato prima del 1994 hanno progressivamente dilagato nei partiti e nell’opinione pubblica i cinque principali cancri della democrazia italiana: la politica come spettacolo, il cesarismo, il clericalismo, la corruzione e il corporativismo del ceto politico e di corpi burocratici conniventi ,  autoreferenziali e stagnanti.
6) Diamo vita, come Fondazioni, Associazioni, pubblicazioni e individui, a uno “Spazio Libero”,  progetto di aggregazione progressiva di quanti riconoscono il dovere e l’urgenza  di ridefinire per il presente le condizioni e i modi di realizzazione di una cultura politica che sia:
– federalista in campo europeo;
in campo economico antimonopolista e orientata alla costruzione di un mercato regolato; contraria tanto alla vulgata neo-liberista quanto alle ricette consunte del vetero-statalismo; avversaria di ogni rendita parassitaria, in specie di quella che compromette vivibilità ambientale e assetto del territorio;
separatista e sostenitrice della libertà di coscienza in campo religioso, nel rispetto della dignità dell’individuo, nemica di  qualsiasi  forma di discriminazione;
– contraria allo Stato etico e favorevole a uno Stato neutrale, che garantisca a ciascuno tutte le decisioni che riguardano il proprio corpo e i propri comportamenti, con l’unico limite di non ledere le libertà altrui;
– impegnata ad arrestare ogni deriva  del sistema parlamentare rappresentativo, che intende viceversa salvaguardare e rafforzare e combattere la degenerazione di macchine burocratiche pubbliche e private sempre più corporative e conservatrici come un’amministrazione della giustizia che non garantisce ,  né l’uguaglianza di trattamento né le sanzioni né il recupero dei condannati né tempi decenti, con grave pregiudizio per l’economia e la credibilita’  del Paese.
7) Questa nostra concentrazione di culture e di energie può essere credibile e dare frutti, in questa fase storica, solo se contribuisce a far nascere, garantendone la circolazione,  nuove classi dirigenti rigorosamente “oneste”, estranee a ogni trasformismo e non compromesse in alcun modo col regime berlusconiano passato e presente.
8) Proponiamo di costruire una sempre maggiore coesione culturale-politica che assicuri una presenza visibile nel dibattito pubblico. E intendiamo questa presenza anche come inizio di un percorso che dia corpo, in prospettiva ravvicinata, ad un Soggetto  organizzato, in grado di  produrre una offerta politica innovativa  a coloro che in quest’ultimo ventennio non hanno trovato una soddisfacente sponda politica; ovvero,  ai cosiddetti “ceti medi riflessivi”, al mondo delle professioni, della cultura, dell’imprenditoria piccola e media, dell’innovazione produttiva e sociale e dell’impresa tecnico-scientifica, alle fasce giovanili costrette al precariato perenne e all’emigrazione,  alle minoranze etiche, religiose e sessuali, a quanti sono costretti a vivere in condizione di  iniqua esclusione ed emarginazione,  in definitiva a tutta la borghesia progressivamente impoverita dalle politiche antisociali e dall’arrampicamento dei nuovi ricchi, che all’ombra dell’illegalità garantita dal berlusconismo hanno goduto di massicci trasferimenti di ricchezza grazie all’evasione fiscale, alla malversazione  e alla corruzione.
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PROMOTORI
Associazione Paolo Sylos Labini
Enzo Marzo per la Fondazione Critica liberale
Luigi Mascilli Migliorini per la Fondazione De Martino
Mauro Barberis, docente di diritto, Università di Trieste
Paolo Bonetti, filosofo
Giuseppe Bozzi, avvocato
Antonio Caputo,  Coordinatore della Federazione nazionale dei Circoli di “Giustizia e Libertà”
Vittorio Cimiotta, di “Giustizia e Libertà”
Fiorello Cortiana, Presidente Comitato Città Metropolitana Partecipata
Emilio D’Orazio, Direttore del Centro studi Politeia, Milano.
Vittorio Emiliani, giornalista scrittore
Vincenzo Ferrari, prof. emerito di Sociologia e filosofia del diritto Milano
Pietro Finelli,  del Circolo Giuseppe Mazzini
Daniele Garrone, docente di Antico Testamento,  Facoltà valdese di teologia, Roma
Gustavo Ghidini, Associazione Pubblici Cittadini
Giulio Giorello, docente di Filosofia della scienza, Milano
Franco Grillini, Presidente nazionale di Gaynet
Giovanni Incorvati, docente di Diritto costituzionale nell’Università La Sapienza di Roma
Sergio Lariccia, prof. emerito di diritto amministrativo, Sapienza Università di Roma
Costanza Olschki, editore
Federico Orlando, Condirettore di “Europa”
Gaetano Pecora, docente universitario
Alessandro Pizzorusso, costituzionalista, Accademia del Lincei
Valerio Pocar, Garante del comune di Milano per la tutela degli animali.
Beatrice Rangoni Machiavelli, Consiglio Direttivo della “Alleanza Liberali e Democratici Europei”
Paolo Ridola, professore ordinario, Sapienza Università di Roma
Stefano Rolando, presidente della Fondazione Nitti, prof. nella Università IULM di Milano
Franco Sbarberi,  prof. Filosofia politica nell’Università di Torino, membro della Direzione del Centro P. Gobetti di Torino
Guido Scorza, Presidente Istituto per le Politiche dell’Innovazione
Antonio Alberto Semi, psicoanalista
Nadia Urbinati, docente di Teoria politica, Columbia University

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PER ADERIRE SI PREGA DI CLICCARE ESCLUSIVAMENTE SU http://www.italiaspaziolibero.it/

PER SUGGERIMENTI,CRITICHE E CONSIGLI:: http://www.criticaliberale.it/news/134645

INVIATE QUESTO TESTO  A TUTTI I VOSTRI AMICI

enzo marzo
via d’ascanio 23 00186 roma
335 7350906

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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