L’osservatorio saluta con i complimenti a Tg3 – I Tg di venerdì 12 luglio

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 Uno degli elementi che ha fatto grande il cinema neorealista fu l’attenzione riservata ai bambini, vera cartina di tornasole del precario stato di  salute e dei problemi dell’Italia del dopoguerra. Stasera Tg 3 ha al centro l’infanzia, decidendo di aprire con la bella notizia del disegno di legge licenziato dal governo che equipara in tutto e per tutti figli legittimi e figli naturali: un salto di civiltà, come ha dichiarato Letta.

Nell’era delle famiglie allargate, finalmente anche  zii e nonni saranno “famiglia” per chi nasce fuori dal matrimonio.  Attenzione al tema anche dalle altre testate con la fine dei “figli di serie b” in evidenza su Tg 1, Tg La 7, Tg 4 e Tg 5. Tg 3 “riprende” poi le immagini del piccolo palestinese di cinque anni fermato dalla polizia israeliana in barba alle leggi,  alle regole e al buon senso: aveva lanciato dei sassi contro la jeep di una pattuglia. Trova spazio nei titoli anche la sedicenne Malala, la ragazza pakistana che i talebani hanno tentato di uccidere,  che ha parlato all’Onu con l’autorevolezza di una vecchia saggia: “ Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”. Presente anche su Tg 5 e Tg 1 e Tg 2. Ancora bambini per la testata diretta da Bianca Berlinguer: quelli salvati dalla ricerca genetica italiana finanziata da Telethon (titolo anche per   Tg 5). Al centro dell’approfondimento del Tg 2 il lavoro minorile che riguarda più di 350 mila bambini e ragazzi nel nostro splendido Paese.

Il  sociale affiora su Tg La7 e Tg 3 con la manifestazione nazionale  dei lavoratori dell’Indesit a Pesaro che protestano contro le delocalizzazioni. Tg 3 segue la Presidente Boldrini in visita  a Rosarno, per manifestare solidarietà alle donne Sindaco che si oppongono in Calabria allo strapotere delle  ’ndrine. Presente anche in breve su Tg 2.

L’apertura di Tg 1 e Tg la 7 è sul vespaio dell’espulsione della moglie e della figlia del dissidente Kazako,  ormai avvenuta – e in gran fretta – ma revocata oggi da un governo assai imbarazzato che allontana da sé ogni diretta responsabilità , vara una inchiesta ma non “accontenta” chi ha contestato questa orribile vicenda, giungendo a chieder la sfiducia individuale per il Ministro degli Interni Alfano. Nessuna menzione su Mediaset.

Tg 2 e Tg 5 scelgono per l’apertura la politica, ovvero il “Berlusconi moderato” ,che si dice ottimista sulla sentenza Mediaset, ed il Pd diviso su risposte, disponibilità e indisponibilità nei confronti del Pdl. La proposta di una modifica delle norme sulla incandidabilità  avanzata al Senato dal Pd, non risulterebbe comprensibile neanche dopo un paio d’ore di apposito seminario. Per Mediaset la “crisi” è, come sempre, tutta nel perimetro del Pd. Mentana e (in tono minore) Tg 2 riprendono il duro comunicato del Quirinale contro chi (il quotidiano Libero) parla a vanvera di possibile grazia per Berlusconi.

Le testate Mediaset tornano a Montalto di Castro nel giorno della sentenza che commina solo l’affidamento ai servizi sociali al gruppo di violentatori di una minorenne, in pratica benevolmente “adottati” e giustificati  da buona parte della comunità perché “bravi ragazzi”. Rimanendo sempre in tema di giovanissime generazioni, l’attesa  per il Royal Baby e ancora una volta titolo per Tg 4  e Tg 5.

Abbiamo corso a perdifiato per non rischiare di dimenticare qualche “scatto” nella nostra ultima analisi della stagione. Ci prendiamo un po’ di vacanze, magari  riluttanti per le “puntate” che ci perderemo ma che si preannunciano  assai intriganti soprattutto sulla direttrice politica-giustizia. Sperando di ritrovarvi freschi e riposati a settembre, l’Osservatorio Tg augura buone ferie  e buon lavoro a chi non staccherà.

Alberto Baldazzi

 

 

Dati auditel dei TG di giovedì 11 luglio 2013

Tg1 – ore 13:30 3.618.000, 21,27% ore 20:00 4.219.000,23,35%.
Tg2 – ore 13:00 2.752.000, 17,35% ore 20:30 2.111.000, 10,31%.
Tg3 – ore 14:30 1.674.000, 11,32% ore 19:00 1.532.000, 12,62%.
Tg5 – ore 13:00 2.819.000, 17,67% ore 20:00 2.927.000, 16,16%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.580.000, 20,94% ore 18:30 785.000, 8,32%.
Tg4 – ore 14:00 562.000, 3,50% ore 18:55 703.000, 5,80%.
Tg La7 – ore 13:30 769.000, 4,52% ore 20:00 1.312.000, 7,19%.

Fonte:www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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