Inaccettabile

Marnetto miniaturaNei paesi oppressi dalla mafia, la processione religiosa fa l’ “inchinata” sotto le finestre del boss, in segno di soggezione.

Ieri, i parlamentari del “cerchio magico” di Berlusconi hanno imposto una “inchinata” al Parlamento, come segno di sottomissione al loro capo.  Che per loro deve essere libero di ridursi le tasse con la frode fiscale, “perché milioni di elettori lo hanno votato”.
Inaccettabile.
Come inaccettabile è la penosa spiegazione di chi nel PD – per fortuna con ampie eccezioni – ha voluto ridimensionare il blocco del Parlamento “solo” per un pomeriggio, rispetto ai tre giorni richiesti dal PDL, come se fosse una questione di durata.
Non solo, ma  Epifani e gli ortodossi hanno aggravato ancor più questo cedimento, facendolo passare per una “normale” pausa che anche il PD ha chiesto ed ottenuto in concomitanza con proprie assemblee interne.
Peccato che il PDL non aveva un’assemblea da svolgere, ma ha voluto eversivamente schierare uno dei poteri dello Stato – il Parlamento – contro il potere giudiziario espresso dal suo massimo organo: la Corte di Cassazione.
Questo trauma rimarrà.
Ma sarà utile se almeno aprirà gli occhi a chi ancora crede che si possa governare per il bene del Paese, con chi persegue solo  il vantaggio del proprio capo.
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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