Giustizia sotto l’ombrellone – I Tg di martedì 9 luglio

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 – A pochi giorni dalla chiusura della nostra fatica annuale  –  l’Osservatorio  andrà in vacanza a fine settimana –  auspicavamo qualche seduta  defatigante, condita magari dalle parole belle e  ferme del Papa di ieri a Lampedusa, dall’inevitabile ma ormai stantio braccio di ferro sull’imu, e concentrata  più che altro sulla situazione egiziana che oscilla tra difficile riconciliazione e possibile guerra civile. La Cassazione, invece, con la calendarizzazione del processo diritti Mediaset al 30 di luglio, rimette tutto in gioco. Stasera, così, aperture per quasi tutti sulle proteste del Pdl e della difesa di Berlusconi . A fine stagione vorremmo non  ripeterci stancamente, ma è inevitabile citare di nuovo Brunetta, Alfano, Santanchè, Bondi che, sostenuti dal coro dei commentatori di Mediaset ( Liguori su Tg 4 e Pamparana su Tg 5)  parlano di giustizia ad orologeria,  di un Cav che la Magistratura vuole “fare fuori”, di una velocità sospetta, di un’anticipazione che non permetterebbe ai legali di Berlusconi di difenderlo adeguatamente.; dulcis in fundo, l’invito ad una mobilitazione  ed una reazione del “popolo” di Silvio. Insomma, la  relativa velocità della Cassazione che scongiurerebbe la “prescrizione intermedia” per una  delle frodi fiscali addebitate al Cav e che , a sua volta , avrebbe forse portato ad una riduzione della pena e  a scongiurare l’interdizione dai pubblici uffici, appare al Pdl una provocazione.  L’articolo del Corriere di oggi che aveva accennato al problema dei “tempi”, ha subito  un destino crudele: essere accusato di aver “suggerito” alla Cassazione un intervento immediato; questa risulterebbe una grave colpa. Ma, ci chiediamo, se la stampa non ha neanche il diritto di segnalare problemi ed emergenze, nella giustizia come  in ogni altro campo, che ci sta a fare?  Se lo chiedete  a Cologno Monzese, anche stasera giungeranno risposte inequivocabili.  Chi ha fatto la figura migliore è il neo avvocato di Berlusconi Franco Coppi che, memore dei aver difeso Andreotti, si dice esterrefatto e ricorda che a pensar male si finisce all’inferno ma spesso si ha ragione; lui, comunque, a proposito dell’accelerazione della Cassazione,  non vuole finire all’inferno: uno stile, almeno quello, assai diverso da  Ghedini. Sotto l’ombrellone estivo della Cassazione Berlusconi rischia, dunque, di rimanere ustionato. La morale potrebbe essere: chi di ombrelli ( leggi ad personam, lodi Alfano, prescrizioni) ha fatto negli anni un uso industriale ferendo la legalità, rischia di perire proprio sotto l’ ombrellone.

Per il resto il regalo di Standard & Poor’s che retrocede il debito italiano a BBB,  è presente sulle edizioni delle 20. Le polemiche the day after la visita di Francesco a Lampedusa, con Cicchitto che dice che il Papa fa il Papa, ma la politica deve fare scelte diverse, è presente su Tg 1 e Tg 2, mentre su Tg 3 ritorna il tema dell’immigrazione con l’intervista a Laura Boldrini. L’Egitto “scende” a metà classifica nei titoli; su Tg 4 e Studio Aperto il povero bambino ucciso da un fulmine ieri su una spiaggia vicino Taranto,  è occasione di servizi inguardabili per patetismo e retorica da quattro soldi.  Sempre Tg 4 è “triste” per l’uscita di scena di Ridge, protagonista per 25 anni di Beautiful: ultima puntata venerdì su Canale 5. Forse per un piccolo attacco di sciovinismo, “la prima volta della passeggiata nello spazio” è  titolo su tutti i Tg, con l’esclusione di Tg 3 che, comunque, si unisce al coro con un servizio.

Lorenzo Coletta

 

Dati Auditel dei Tg di lunedì 8 luglio 2013

Tg1 – ore 13:30 3.701.000, 21,81% ore 20:00 4.605.000, 24,14%.
Tg2 – ore 13:00 2.634.000, 16,67% ore 20:30 2.084.000, 9,51%.
Tg3 – ore 14:30 1.921.000, 12,80% ore 19:00 1.553.000, 12,18%.
Tg5 – ore 13:00 2.969.000, 18,69% ore 20:00 3.312.000, 17,29%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.487.000, 19,54% ore 18:30 758.000, 7,45%.
Tg4 – ore 14.00 510.000, 3,15% ore 18:55 864.000, 6,82%.
Tg La7 – ore 13:30 709.000, 4,18% ore 20:00 1.484.000, 7,71%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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