Tg formato “light” – I Tg di venerdì 5 luglio

Caprese-Salad-1-500 Una settimana che ci ha preparati al primo weekend di luglio, caratterizzato da un esodo in tono minore, con una ginnastica defatigante: nei Tg niente contrasti sulla giustizia, totale assenza di Berlusconi sia in audio che in video.

In serata occupa il proscenio la non elettrizzante questione delle province, cui il governo ha rimesso mano con un ddl di riforma costituzionale per “toglierle” dalla Carta, visto che la Consulta ha bocciato il per altro sterile decreto di Monti del 2012. Una cosa è certa: le province lì stavano e lì restano, chissà per quanto tempo ancora.

Quando non infuria la polemica politica e non si fa a sciabolate sulla giustizia, si aprono per l’informazione orizzonti sconosciuti che vengono riempiti in parte da una maggiore attenzione agli altri temi, in parte con un po’ di fantasia. Le notizie dell’imminente canonizzazione dei Papi Roncalli e Wojtyla e del’enciclica “a quattro mani” di Bergoglio e Ratzinger sono in apertura per Tg 4 e nei titoli di tutti gli altri, mentre su Tg 3 e Tg1 si aggiunge l’attesa per la visita di Papa Francesco a Lampedusa. I dati sull’ulteriore crollo dei consumi campeggiano in apertura su Tg 5, ma vengono ripresi anche in questo caso da tutti con ampi servizi. Un po’ più speziata la tavola del Pd, con Epifani che incontra i quadri piemontesi (Tg 1, Tg 3, Tg La 7) inviando ramoscelli d’ulivo a Renzi che però non evitano che il Tg 5 titoli sulla “bufera in arrivo in casa Pd”.

L’Egitto è apertura per Tg2, Tg 3 e Tg la 7, nel venerdì di protesta dei fratelli musulmani  che “complica” la lettura  che del golpe morbido si è fatta dalle nostre parti.

Quando, intorno a metà delle edizioni, risultano esauriti gli obblighi di prima pagina, ecco comparire su Tg 4 e Studio Aperto il count down per la nascita del regale erede di Kate William, ma anche le foto di una Carolina di Monaco che seguirebbe Kate di qualche mese nell’avventura della gravidanza. Il jumper del Duomo di Milano è guest star per molte testate (Apertura per Studio Aperto, titoli per Tg 4 e servizi per TG 1 e Tg 5): se lo sarebbero potuti evitare. Anche Tg La 7, occupandosi del Datagate, seppure in tono critico “riprende” la falsa notizia della ex spia russa Anna La Rossa che avrebbe fatto una proposta di matrimonio a Snowden.

Il centro di Roma risplende nei servizi di Tg 1 e Tg 5 per il progetto del nuovo sindaco mirante a chiudere al traffico la zona di Fori Imperiali; Ignazio Marino gode questa sera delle attenzioni anche del Tg 4 che, però lo “accusa” di girare in bicicletta, con tanto di scorta su due ruote che sottrarrebbe organici alla polizia municipale. Come dire: come si fa, si sbaglia.

Alberto Baldazzi

 

Dati Auditel dei Tg di giovedì 4 luglio 2013

Tg1 – ore 13:30 3.745.000, 22,23% ore 20:00 4.430.000, 24,11%.
Tg2 – ore 13:00 2.544.000, 16,04% ore 20:30 1.932.000, 9,18%.
Tg3 – ore 14:30 1.792.000, 12,10% ore 19:00 1.470.000, 11,58%.
Tg5 – ore 13:00 3.015.000, 18,92% ore 20:00 3.139.000, 17,00%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.566.000, 20,43% ore 18:30 851.000, 8,69%.
Tg4 – ore 14:00 527.000, 3,31% ore 18:55 704.000, 5,61%.
Tg La7 – ore 13:30 696.000, 4,13% ore 20:00 1.195.000, 6,47%.

Fonte: http://www.tvblog.it

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Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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