Troppa grazia – I Tg di lunedì 1 luglio

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 Questa sera dobbiamo correre a perdifiato e più che un’analisi, il nostro sarà un elenco delle tante notizie, quasi tutte fresche e alcune “freschissime” che hanno animato dei Tg per una volta stellari, magari “a loro insaputa”. Una spiegazione? La politica, doverosamente compressa, ci ha dato tregua. Si pensi che su Tg 5 e Tg 2 non è presente nei titoli. Mario Monti ha scelto la giornata sbagliata per battere i piedi al tavolo della maggioranza .  La querelle sulla elezione o meno della Santanchè alla vicepresidenza della Camera è stata nominata, sì, ma quasi per dovere. La claque dei nostalgici di Forza Italia nonché di irriducibili fans del Capo davanti alla sua villa di Arcore ha ricevuto attenzione anche divertita ( Tg 3), tuttavia non si è trattato di politica ma di folklore.

Pagato questo biglietto, una volta tanto, assai economico, alla politica, ci libriamo finalmente sul resto. Rischiando di peccare di cinismo, segnaliamo che in una giornata più normale i 19 vigili del fuoco morti in un rogo in Arizona avrebbero occupato almeno un terzo di tutte le edizioni: titolo solo per Tg 4. Il gran casino combinato dai servizi statunitensi con le spiate alle sedi diplomatiche dei più fidi alleati ( tra cui noi) è in apertura-fotocopia per i Tg Rai e a Mediaset strappa un titolo basso solo su Tg 5: un fiume di commenti e interventi istituzionali in Italia ( Napolitano, Letta, Mauro..) e da mezza Europa, mentre Obama appare più che imbarazzato. Da Tg 4 segnaliamo un “esuberante” commento di Paolo Liguori che seguendo l’adagio romanesco e verdoniano “famolo strano”, si inventa un mezzo editoriale secondo cui è meglio farsi intercettare dall’alleato americano che dai nemici che vestono la toga italiana.

Mentana sceglie per l’apertura l’avvitarsi della crisi in Egitto, che con ogni probabilità vedrà fin dalle prossime ore l’intervento dei militari a fianco dei contestatori di Morsi. Tg La 7  non si accontenta di “sparare” la notizia – alta anche per Tg 2, Tg 3  e Tg 5 –  ma entra nel merito tentando di spiegare efficacemente gli equilibri precari tra laici, Fratelli Musulmani e militari, resi ancora più tesi dalla crisi economica.

I nuovi dati sulla disoccupazione campeggiano su tutti, mentre Tg 4 affronta un compito che non è per lui: intervista a Saccomanni in apertura. TG 3 continua ad illuminare frotte di operai destinati a diventare ex dalla crisi della Indesit e del distretto del divano pugliese. Anche stasera Squinzi, quasi appaiato da Camusso, interviene con realismo e durezza (TG 1): il fatto che Confindustria e Cgil siano sempre più spesso d’accordo, la dice lunga sulla consapevolezza della crisi.

Francesco è nei titoli di Tg 3, Mediaset e nei servizi degli altri con la doppia notizia dell’enciclica scritta a quattro mani con Ratzinger e per la scelta non casuale della sua prima uscita dall’Urbe: il viaggio a Lampedusa, l’isola simbolo stesso del dramma e della disperazione dei migranti. Ma il Vaticano è presente anche su Tg la 7 con l’ultimora delle dimissioni dei vertici dello Ior, di fatto commissariato la scorsa settimana sempre da Papa Francesco.

Non sappiamo cosa ci sia veramente dietro le rivelazioni “indirette” di un Riina che poche settimane fa sembrava nei filmati i pratica spento e che oggi si diffonde sulla trattata viva e su Andreotti. Titolo per Tg 3 e commento scettico per Mentana.

In conclusione, da Tg 4, ma soprattutto da Tg 1 segnaliamo servizi interessanti sul Ponte Vecchio “affittato” dalla Giunta Renzi alla Ferrari e, quindi, “monumento chiuso al pubblico” e ai passanti per alcune ore. Il sindaco difende la sua scelta, ma le polemiche montano.

Ancora da Tg 1 una segnalazione solo apparentemente di sport: un bel servizio sulla stella  del calcio brasiliano Neymar, cui brillano non  solo i piedi ma anche la testa. 

Alberto Baldazzi

 

Dati Auditel dei Tg di domenica 30 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 4.313.000, 25,43% ore 20:00 4.675.000, 21,68%.
Tg2 – ore 13:00 2.880.000, 17,93% ore 20:30 2.173.000, 10,28%.
Tg3 – ore 14:30 1.874.000, 11,65% ore 19:00 1.037.000, 6,73%.
Tg5 – ore 13:00 3.436.000, 21,23% ore 20:00 1.958.000, 10,00%.
Studio Aperto – ore 18:30 605.000, 4,41%.
Tg4 – ore 14:00 632.000, 3,83% ore 18:55 473.000, 3,08%.
Tg La7 – ore 13:30 704.000, 4,15% ore 20:00 682.000, 3,46%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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