Affile nuova Predappio del Lazio?

Ricevo dal Coordinamento per la rimozione del mausoleo al fascista Graziani

NON IN MIO NOME

Graziani“Invitiamo gli organi di informazione, le Istituzioni e le associazioni sul territorio a diffondere la notizia e a condannare con ogni mezzo quello che sta accadendo nel Comune di Affile.”

Nonostante la presa di posizione espressa dal Governo lo scorso 16 Maggio in risposta all’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Monica Gregori, malgrado gli interventi istituzionali  e della Procura di Tivoli, continua il progetto della “nuova Predappio”.

E’ prevista per il 29 Giugno una conferenza con ospiti, cena e festa finale a Radimonte: il parco pubblico che ospita il mausoleo intitolato al gerarca fascista Rodolfo Graziani.

Di seguito l’elenco dei personaggi protagonisti della giornata:

Augusto Sinagra: è stato il legale di fiducia di Licio Gelli, asserito membro della loggia P2;

Rodolfo Sideri: coautore del libro “Strade d’Europa” insieme al già noto Mario Merlino, presente anche lui, il cui curriculum parla da solo (vedi Piazza Fontana, Banca dell’Agricoltura, Milano 1969).

Visto il blocco del finanziamento regionale e l’apertura delle indagini per apologia del fascismo ci aspettiamo una dichiarazione netta e contraria a questo tipo di manifestazioni.

AFFILE NON DEVE DIVENTARE LA PREDAPPIO DEL LAZIO,  lavoriamo tutti uniti affinché questo progetto vergognoso non si realizzi mai.

 

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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