Violenza sulle donne, Cancellieri: ”Lavoro su procedibilità d’ufficio”

Cancellieri Anna MariaIl ministro della Giustizia annuncia l’intenzione di portare in un prossimo Consiglio dei ministri un provvedimento che ”libererà le donne dalla preoccupazione di essere loro a denunciare”

Roma, 24 giugno 2013 – Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, durante un convegno sulla violenza di genere organizzato al policlinico Umberto I di Roma, ha annunciato l’intenzione di portare in un prossimo Consiglio dei ministri un provvedimento che interverrà laddove la donna abbia paura a denunciare il suo aguzzino.

“Uno dei provvedimenti sara’ quello della procedibilita’ d’ufficio – ha detto Cancellieri- Questa misura liberera’ le donne dalla preoccupazione di essere loro a fare la querela. Quindi, quando ci saranno riscontri oggettivi, si potra’ procedere indipendentemente dal fatto che la donna abbia la forza e il coraggio di potersi difendere, perche’ spesso la vittima non e’ nelle condizioni di poterlo fare”.Cancellieri ha ricordato che nel 2012 “sono state oltre 120 le donne uccise”, per questo “e’ importante che se ne parli e si intervenga dove e’ possibile farlo. Spesso le donne non reagiscono, nascondono l’accaduto per paura, per un bisogno economico o per vergogna. Questa cultura va combattuta, occorrono centri famiglia dove le donne siano prese in carico e servono persone specializzate che siano in grado di comprenderle”. (DIRE)

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti