Ricerche su web: “crisi” batte “sociale”

Google logoLe parole del sociale: aumenta il volume di ricerche sul web per disoccupazione, cassa integrazione e sfratti, mentre calano politiche sociali, volontariato e non profit. A picco le ricerche delle università. Redattore Sociale analizza i trend di Google. Ecco i risultati.

ROMA, 24 giugno 2013 – La “crisi” sul web è più popolare delle “politiche sociali”: cresce il numero di utenti che va a caccia di informazioni sulla crisi economica e di tutti i suoi effetti, mentre cala quello di chi si informa su sociale, volontariato e terzo settore, con qualche eccezione. E’ quanto emerge da una ricerca fatta da Redattore Sociale sui dati di Google Trend, uno degli strumenti forniti dal colosso del web per monitorare l’andamento delle ricerche sul proprio motore di ricerca. Inserendo delle parole chiave sul sito, infatti, si ha la possibilità di visualizzare il “trend” di ricerche, appunto, dal 2004 ad oggi ed è possibile confrontarli con altri termini. I risultati non forniscono numeri assoluti, come spiega Google, ma percentuali calcolate sul numero di ricerche per zona e per periodo e vanno tuttavia confrontati con il costante aumento del numero di utenti del web. Tuttavia, per quanto parziali e a volte da prendere con le pinze, i risultati sono davvero interessanti.

La crisi batte il sociale. Che di crisi economica se ne parli sempre di più negli ultimi anni non è un mistero e neanche che le politiche sociali siano passate in secondo piano nell’agenda dei politici italiani, ma confrontando i dati dei volumi di ricerca, il sorpasso è evidente. Anche utilizzando soltanto le parole “crisi” e “sociale”, inoltre, i trend non lasciano scampo anche nelle previsioni (cliccando in alto a destra sul grafico). Parole chiave della crisi sono anche disoccupazione e cassa integrazione, che dal 2009 ad oggi fanno registrare un sensibile aumento del volume di ricerche con un trend in costante crescita, anche tra le previsioni. Stessa cosa per chi cerca “contratto di solidarietà” che, anche se meno popolare dei primi due, mostra la medesima tendenza. Interessante notare l’aumento, anche se lieve, delle ricerche di offerte di lavoro, che segue a ruota l’andamento della disoccupazione, ma il dato più preoccupante sembra essere quello sulla formazione: in picchiata dal 2004 ad oggi le ricerche delle università italiane e di corsi di formazione che preparino al mondo del lavoro. Da segnalare anche una “new entry” tra le ricerche in internet, il termine “esodati”, che dopo un boom di ricerche nel giugno del 2012, sta pian piano tornando nell’ombra. Per il reddito minimo, invece, è stata una fiammata. Dopo un 2009 da star, è ritornata la normalità. In forte crescita, invece, il numero di utenti che vuole più informazioni sugli “sfratti per morosità”, mentre si trovano tendenze corrispondenti e preoccupanti anche tra i termini suicidio e crisiVolontariato, popolarità web in calo. Se di crisi, ormai, se ne parla ogni giorno, non è la stessa cosa per il volontariato e il non profit, anche se grafici e parole chiave vanno usate con cautela. Secondo i trend di Google, infatti, dal 2004 al 2013, le ricerche con il termine “volontariato” sono diminuite nettamente, assieme ai suoi termini correlati. Diminuzione che, sul fronte internazionale, si riscontra utilizzando il termine “non profit”. Ma che parole chiave e grafici vadano interpretati, ce lo dimostra un altro grafico: inserendo nella barra di ricerca dei trend la stringa “fare volontariato”, negli ultimi anni la quantità di ricerche di chi è interessato ad impegnarsi in prima persona è in aumento. Tengono le cooperative sociali, sul volume totale di ricerche, ma a mostrare un segno negativo è la cooperazione internazionale. Altalenante, infine, il 5 per mille, che sul web, nonostante la lunga storia del “fratello maggiore”, l’8 per mille, è più popolare sul web, soprattutto in dirittura d’arrivo per la compilazione della dichiarazione dei redditi degli italiani. (ga)

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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