Letta vede rosa – I Tg di giovedì 20 giugno

images

 Avevamo notato nei giorni scorsi come l’attività di governo goda di scarsa illuminazione, rendendo forse più tranquillo il premier che si sta dimostrando un ottimo slalomista tra i tanti paletti che la sua strana maggioranza gli scaglia contro. In nottata era parso che il Pdl ne stesse preparando uno di frassino per farla finita, sull’onda del pronunciamento della Consulta e, come sempre, in relazione ai problemi giudiziari di Berlusconi. Questa sera, al contrario, e proprio in un giorno in cui non succede nulla – a parte la richiesta della prima fiducia alla Camera per arginare l’ostruzionismo pentastellato – , Letta campeggia nei titoli e nelle aperture di tutti i Tg assicurando che il Cavaliere non farà capricci, che il governo andrà avanti e che farà le riforme. Più che in sintonia con il buon senso, il premier risulta dunque allineato con quanto Palazzo Grazioli a denti stretti ha deciso. L’asse Berlusconi – Letta sembra dunque tenere, mentre gli uomini del Cav ( Lupi su Tg 1, Brunetta e Gelmini  su Tg 2, Capezzone  su Tg 5) si scatenano contro la Magistratura che avrebbe usurpato l’autonomia dell’esecutivo. Tg 4 lancia ancora una volta la seconda puntata de La Guerra dei Vent’anni, in onda sulla stessa rete, destinata a bissare i due record della prima: quello negativo degli ascolti e quello assoluto della parzialità che poco si confarebbe al lavoro giornalistico.

L’attenzione al tonfo delle borse è diffusa, ma se cercate qualche spiegazione comprensibile l’indirizzo ancora una volta è quello del Tg di Mentana, che in un servizio analizza l’evoluzione della politica della Fed, visto che l’economia Usa appare in decente ripresa.

Molto latte sta scorrendo sotto i ponti: quello delle quote superate fraudolentemente per le quali l’Ue esige multe per un miliardo e 400 milioni ( titolo su Tg La 7), e quello “alla muffa cancerogena” che ha portato i Nas a sequestrare grosse partite di prodotto in Friuli, oltre che sette persone in galera: titoli per Tg 5 e Tg 1.

La rivelazione sui razzisti, di cui uno del Ku Klux Klan, che preparavano un attentato a Obama è alta nelle scalette; fatto certamente grave, anche se  affiora in noi qualche dubbio che la scoperta sia stata annunciata per stemperare l’attuale brutto clima che avvolge la Casa Bianca sui temi della sicurezza nazionale e le limitazioni delle libertà fondamentali.

I Tg Rai meritoriamente si occupano del dramma dei richiedenti asilo, oggetto oggi di interventi della Ministra per l’Integrazione e della Presidente della Camera per la Giornata Mondiale del Rifugiato. Assai buono il servizio del Tg 2 che ci fa vedere come in Puglia chi ottiene asilo politico passa dai Cara allo sfruttamento più bieco.

Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ripresi mentre si abbracciano di nuovo in terra americana, strappano insulsi titoloni sulle testate Mediaset. Dell’argomento si occupa anche il Tg 1 che, però, si chiede se gli scatti siano voluti e organizzati, piuttosto che rubati. Quando certe foto fanno il giro del mondo c’è sempre qualcuno che paga e qualcun altro che incassa.

Lorenzo Coletta

Dati auditel dei TG di mercoledì 19 giugno Tg1 – ore 13:30 3.597.000, 20,94% ore 20:00 4.314.000 begin_of_the_skype_highlighting            00 4.314.000      end_of_the_skype_highlighting, 23,63%. Tg2 – ore 13:00 2.685.000, 16,77% ore 20:30 2.232.000, 10,43%. Tg3 – ore 14:30 1.869.000, 12,77% ore 19:00 1.454.000, 11,85%. Tg5 – ore 13:00 2.949.000, 18,35% ore 20:00 2.880.000, 15,72%. Studio Aperto – ore 12:25 2.488.000, 19,48% ore 18:30 752.000, 7,67%. Tg4 – ore 14.00 640.000, 3,97% ore 18:55 774.000, 6,33%. Tg La7 – ore 13:30 771.000, 4,50% ore 20:00

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti