Grecia: riaprire subito “Ert”. Petizione su Change.org alla Commissione europea

di Giuseppe Giulietti, 13 giugno 2013

mZCLWlUxeCSyVqB-556x313-noPadChi minimizza la vicenda della chiusura della tv pubblica greca sbaglia perché quello che é accaduto non riguarda solo i dipendenti della tv pubblica e le loro famiglie, ma investe direttamente il tema della democrazia, dei servizi pubblici, del ruolo e della funzione delle istituzioni europee. Dal dopoguerra ad oggi non si era mai registrata una chiusura per decreto di una tv pubblica e tanto meno l’intervento della polizia per disattivare i ripetitori. Di fronte a questo indecoroso spettacolo quella commissione europea che ha nei fatti commissariato la Grecia ha risposto che “Non possiamo interferire con le vicende interne di quel paese…” Sulla moneta Sí, sui diritti e sulle,libertà No.Per queste ragioni l’associazione articolo 21 non solo, parteciperà, con la Fnsi e l’Usigrai, al sit-in che si svolgerà a Roma oggi alle ore 18 davanti alle sede dell’ambasciata greca, ma ha anche lanciato sulla piattaforma Change.org una petizione per chiedere al Parlamento europeo di far sentire la sua voce e di chiedere la immediata riapertura della emittente “Ert” e il rispetto dei trattati e delle direttive in materia di libertà dei media e di pubblici servizi radiotelevisivi.

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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