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Dolcetto o scherzetto? I Tg di venerdì 14 giugno

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da Osservatorio tg –  Anche il vice premier Angelino Alfano (presente su tutti i Tg) sembra divertirsi  a bussare alla porta del suo governo rivendicando “niente aumento iva e via l’ imu”, ovvero le ragioni per cui il Pdl starebbe – a sentir lui – in maggioranza; altrimenti…  E’ tutto il centrodestra che fa il tiro al piccione, anzi al ministro (Saccomanni, Zanonato) , puntando i piedi e seguendo il canovaccio di Brunetta che, ospite di serata su Tg 4, da giorni sembra un uomo-sandwich con la pubblicità all’ abrogazione dell’ imu e allo stop all’ iva.

Letta  (Tg 1) afferma che se si vuole dire la verità, bisogna proferire parecchi no, mentre Fassina su Tg 3 e Tg 1 respinge le minacce e si dice  contrario all’aumento dell’iva, ma per una modifica selettiva dell’imu prima casa. Insomma: o ci date il dolcetto, o il Pdl fa lo scherzetto  al governo. I Tg Mediaset  “sposano”  la causa giusta del centrodestra, gli altri suggeriscono che  forse Saccomanni e Zanonato  non sono “cattivi dentro”. A questo punto l’unica soluzione per far contenti tutti e soprattutto i cittadini, sarebbe l’apparizione del Grande Cocomero, munifico dispensatore di doni e soluzioni.

Letta con l’incontro odierno con i ministri dei gradi paesi europei (apertura per i Tg Rai, Tg 5 e Tg La 7), cerca di esportare le tensioni interne e gioca la carta dei venti milioni di disoccupati del Vecchio Continente, oltre agli otto milioni di giovani europei che né studiano, né lavorano. Mentana si mostra scettico sui risultati concreti e considera  i colloqui odierni un allenamento per il vertice di fine mese.

La pagina dedicata a Cinque Stelle è, come sempre, assai ampia, grazie ai materiali di cronaca e agli improperi che i grillini producono quotidianamente. Il  neo capogruppo alla Camera Nuti – ripreso da tutti – parla di “compravendita morale e politica” di cittadini-parlamentari. Ora, vorremmo segnalare che di compravendite di parlamentari ne sono avvenute diverse, ma sia  i De Gregorio che i Razzi e gli Scilipoti sono stati compensati assai concretamente e tutt’ altro che moralmente. I responsabili della compravendita sarebbero soggetti esterni “identificati” di cui si conoscono nomi e cognomi e che lo farebbero perché hanno il dente avvelenato con i Cinque Stelle. Giudicate voi. Anche alcuni colleghi di schieramento hanno chiesto a Nuti di spiegare e precisare; speriamo tengano duro: la speranza è l’ultima a morire, mentre l’italiano  e la lucidità sembrano oramai andati.

Con una certa resipiscenza rispetto alle serate precedenti i Tg Rai danno ampio spazio alla vicenda della tv greca chiusa da un governo che si sta tirando addosso critiche da mezzo mondo.

L’addio alla Magistratura da parte di Ingroia non sembra lasciare, almeno nei Tg, vedove inconsolabili  e orfani: Tg 4 si “scatena” e seppellisce  l’ex Pm palermitano sotto bordate di satira e giudizi velenosi.

I  due femminicidi di oggi, a Napoli e a Foligno  hanno ampio spazio  su tutti e  l’apertura su Studio Aperto. La vittima di Napoli è in fin di vita, mentre l’omicida di Foligno si è ucciso. Filippo Facci nei giorni scorsi su Libero ha espresso opinioni alquanto stravaganti, tra le quali , “uccidere una donna non può essere considerata un’aggravante perché introduce una discriminazione di genere che è contro la Costitituzione”: quando l’intelligenza  confligge  con il buon senso comune. Sfidiamo qualche Tg a chiamarlo in studio.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di giovedì 13 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 3.599.000, 19,77% ore 20:00 4.521.000, 22,83%.
Tg2 – ore 13:00 2.898.000, 17,26% ore 20:30 1.831.000, 8,29%.
Tg3 – ore 14:30 1.855.000, 11,96% ore 19:00 1.575.000, 12,10%.
Tg5 – ore 13:00 3.406.000, 20,20% ore 20:00 3.239.000, 16,31%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.485.000, 19,05% ore 18:30 781.000, 7,60%.
Tg4 – ore 14:00 521000, 3,03% ore 18:55 664.000, 5,10%.
Tg La7 – ore 13:30 651.000, 3,58% ore 20:00 1.461.000, 7,29%.

Fonte: http://www.tvblog.it

 

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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