Le foto di fine anno – I Tg di giovedì 13 giugno

scolaresca_giancarloda Osservatorio tg La fine dell’anno scolastico è il momento degli scrutini e delle foto di gruppo. Anche se la politica quest’anno andrà assai poco in vacanza, tra i Tg di serata è soprattutto il Tg 3 a proporci le istantanee delle diverse forze politiche, del governo e del Quirinale. Una pagina politica, quella del Tg diretto da Bianca Berlinguer, molto precisa e corretta che qui vi riproponiamo. Il day after della riunione notturna del Pdl ci mostra le foto vintage di una vecchia-nuova Forza Italia, unica opzione di rilancio del centro destra secondo Berlusconi. Di nuovo il partito-azienda affidato a manager e auto finanziato che guarda anche all’esterno per trovare leader regionali “di grido” ( ad esempio Marchini, che però rifiuta). Malumori dagli anziani del partito che intravedono una  complessiva rottamazione. Il vecchio che avanza è invece Brunetta, accreditato insieme alla Santanchè e a pochi altri di una poltrona di prima fila nel cerchio magico del Cavaliere: “Forza Italia ha funzionato e fatto sognare, perché non riesumarla?” Sempre guardando a destra Tg 3 interroga le sparse membra della tradizione di Alleanza Nazionale che con Moffa, Gasparri, La Russa e con il “nuovo che avanza” Giorgia Meloni, tenta di riproporre un’identità alquanto sbiadita.

La Lega è in prima pagina su tutti per colpa della consigliera padovana che si è chiesta come mai nessuno violenti la Ministra Kyenge. Inappuntabili, sempre su Tg 3, le parole di Tosi che accompagna la notizia dell’espulsione con ragionamenti di buon senso e di buona creanza.

Il servizio sul Pd è particolarmente preciso nel disegnare la geografia di una forza politica che, ravvivata dalla vittoria alle amministrative, si avvia ad una fase precongressuale tutt’altro che unitaria. In poco più di un minuto i teleutenti mettono a fuoco le posizioni dei vari leader: Epifani, Renzi, Bersani, Veltroni, D’Alema.

L’ulteriore resa dei conti in casa Cinque Stelle rimandata a lunedì, quando si discuterà l’espulsione dell’eterodossa Gambaro, comincia a stancare, e lo stesso avviene per il quotidiano post di Grillo che se la prende con la Rai: un attacco di cattivo gusto, visto ciò che sta avvenendo in Grecia.

Tg 3 non dimentica il Quirinale con l’intervento di Napolitano alla Conferenza dei Prefetti in cui sono risuonate le stesse note e gli stessi warnings profusi nel giorno dell’accettazione del secondo mandato: niente scherzi sul “suo” governo e nessun calcolo sulla durata della legislatura. Ci vuole serietà.

Il governo, infine. Questa è stata la giornata di Saccomanni che in Aula ha detto che servono otto miliardi per non aumentare l’iva e “abrogare” l’imu: otto miliardi che non si sa dove trovare.

Questo il menù del Tg 3, riproposto almeno in parte da Tg 1, Tg la 7 e Tg 2  ma non dai Tg Mediaset, che glissano sulle vicende interne al Pdl: non c’è ancora una linea definita e nessuna indicazione è al momento arrivata da Arcore. Divertente come Tg 5 riprende le dichiarazioni di Saccomanni, che  non si sarebbe mostrato “molto disponibile” sui temi dell’iva e dell’imu. Non è la stroncatura di Brunetta di pochi giorni fa, ma ci si avvicina.

Terminiamo con una possibile, paradossale e diffusa censura nei confronti di Papa Francesco e delle sue affermazioni sulla lobby gay in Vaticano. Mentre i media di mezzo mondo tengono alta la vicenda, i nostri mettono la sordina. Non se ne parla, se si esclude il servizio di Tg La 7 che in realtà “lancia” l’odierna puntata di Servizio Pubblico che, invece, se ne occuperà ampiamente.

 Lorenzo Coletta

Dati Auditel dei Tg di mercoledì 12 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 3.603.000, 20,65% ore 20:00 4.620.000, 22,73%.
Tg2 – ore 13:00 3.035.000, 18,39% ore 20:30 2.040.000, 9,00%.
Tg3 – ore 14:30 1.914.000, 12,58% ore 19:00 1.736.000, 13,03%.
Tg5 – ore 13:00 3424.000, 20,58% ore 20:00 3.353.000, 16,43%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.373.000, 18,78% ore 18:30 765.000, 7,56%.
Tg4 – ore 14.00 632.000, 3,78% ore 18:55 680.000, 5,12%.
Tg La7 – ore 13:30 656.000, 3,76% ore 20:00 1.533.000, 7,48%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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