Grillo: “Patrimonio dell’Umanità?” – I Tg di mercoledì 12 giugno

unesco    patrimonio mondiale

da Osservatorio tg – Le interviste ai grillini davanti a Montecitorio e a Palazzo Madama, che tutti i Tg  mandano in onda, presentano una trama degna di una fiction più che della cronaca politica. Cosa dire del parlamentare che su Tg1 parla di grande vittoria di Cinque Stelle alle recenti amministrative, o del deputato Fico che considera il Portavoce “Patrimonio dell’Umanità” e, per questo, al riparo da qualsiasi critica o attacco politico?

E’ divertente segnalare come solo poche ore fa è stata un’altra parlamentare della Repubblica, l’Onorevole Biancofiore, a invocare l’Unesco come scudo per un altro leader: Silvio Berlusconi. Le voci dei dissidenti o, quantomeno, dei dubbiosi come Orellana cominciano ad emergere sempre di più, mentre la Senatrice Gambaro “rilancia” chiedendo le scuse a Grillo. I Tg sono monocordi: nessuno trova elementi per difendere il Signore del Blog. Sembra di assistere alle dinamiche tipiche delle sette nordamericane, per le quali il Capo è tutto, alfa e omega, e nelle quali il dissenso coincide con l’espulsione – quando va bene – o qualcosa di peggio. Secondo o terzo titolo per tutti i Tg.

Le aperture sono quasi tutte sul lavoro: il discorso di Letta al Congresso della Cisl (Tg Rai), le contestazioni al Ministro Zanonato all’Assemblea della Confcommercio (Tg La 7) per la vicenda dell’iva. 

Lo squallore dell’Aula della Camera vuota durante l’intervento del Ministro degli Esteri Mauro sull’uccisione del Bersagliere La Rosa riproduce l’amara impressione già fornita  durante la discussione sul recepimento della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Titoli per Tg 1, Tg 3, Tg 5, e servizi ampi per gli altri.

Le richieste della pubblica accusa al controverso processo contro Ottaviano del Turco, ex Presidente della Regione Abruzzo, sono ampiamente presenti; è comunque il Tg 4 che, con l’intervento di Paolo Liguori, aggiunge questo possibile “trofeo” alla collezione di una giustizia considerata malata. Per soprammercato le reti Mediaset annunciano stasera un evergreen: giovedì 20 andrà in onda un’altra puntata speciale de “La guerra dei vent’anni”, con Berlusconi nella parte dell’eroe perseguitato e diverse Procure in quella degli aguzzini. 

La televisione pubblica greca “spenta” ieri a mezzanotte per decisione del governo è ampiamente presente su Tg 3, Tg La 7 e Tg 2: non vorremmo che qualcuno si facesse venire qualche appetito anche da noi.

Tg 3 e Tg 4 danno spazio ad un’altra brutta storia italiana: i cittadini malati di sla e i non autosufficienti costretti a manifestare di nuovo davanti al Tesoro con le loro barelle, carrozzelle e apparecchiature salva vita, perché ancora una volta questo Stato non riesce ad assicurare un adeguato finanziamento al fondo che sostiene le loro famiglie. 

Alberto Baldazzi

 

Dati Auditel dei Tg di martedì 11 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 3.498.000, 19,76% ore 20:00 4.710.000, 21,73% (ed. ridotta).
Tg2 – ore 13:00 3.231.000, 19,61% ore 20:30 2.112.000, 8,51%.
Tg3 – ore 14:30 1.844.000, 12,52% ore 19:00 1.752.000, 11,83%.
Tg5 – ore 13:00 3.360.000, 20,23% ore 20:00 3.809.000, 17,26%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.560.000, 20,00% ore 18:30 891.000, 8,00%.
Tg4 – ore 14.00 471.000, 2,88% ore 18:55 672.000, 4,58%.
Tg La7 – ore 13:30 837.000, 4,74% ore 20:00 1.856.000, 8,28%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti