Sicilia: Grillo respinto sul bagnasciuga – I Tg di martedì 11 giugno

mappa Sicilia Newsweek

da osservatorio tg – Ai risultati di ieri sul continente nella tarda serata ed in mattinata si sono aggiunti quelli del primo turno della amministrative siciliane. Data già per acclarata la debacle del Pdl e della Lega, sotto i riflettori dei Tg è oggi il Movimento Cinque Stelle. Se quindici giorni fa al primo turno delle amministrative il portavoce aveva consolato se stesso ed illuso i grillini, spesso con percentuali ad una sola cifra e fuori dai ballottaggi, sottolineando che un conto sono le politiche, un conto le amministrative, questo velo pietoso e alquanto peloso si è strappato nel confronto tra i voti di domenica e lunedì scorsi e l’exploit dei Cinque Stelle alle regionali di sette mesi fa che aveva aperto la strada alla clamorosa affermazione nazionale di fine febbraio.

Il Movimento è praticamente scomparso e da primo partito isolano alle amministrative con 18,2% e alle politiche oltre il 30% si è ridotto al 3-4% e a Catania non elegge neanche un consigliere comunale. Unica eccezione Ragusa, dove il candidato grillino va al ballottaggio con il 15%, mentre la sua lista ha preso ancora di meno. L’isola raggiunta a nuoto dal Portavoce il 9 ottobre scorso vede i grillini respinti oggi sul bagnasciuga. Quello che non riuscì al fascismo con gli americani nel luglio 1943 sembra accadere a Grillo nel 2013.

Questa breve analisi che abbiamo accennato non la troverete in nessun Tg di serata, se si escludono alcuni blandi riferimenti nel Tg 3. Ciò significa che nel lavoro quotidiano delle redazioni vince la nevrosi del presente e solo del presente, dal che sgorga una sontuosa incapacità di legare e leggere fatti ed eventi anche recenti. In genere i Tg  in genere si “salvano” chiamando in campo i commentatori, come se il giornalista non “graduato” non fosse in grado di intendere e di voler spiegare. Ma stasera latitano anche i commentatori, se si esclude Feltri su Tg 4 e tutta l’attenzione è riservata alle posizioni del Pdl e a quelle espresse in maniera assai “sobria” da Epifani su Tg 1. Si parla, certo, di Cinque Stelle, ma sostanzialmente per la cronaca dei dissidi e della scomunica di giornata alla senatrice Gambaro. Dicevamo di Feltri: anche lui, di questi tempi, appare moderato e conferisce credibilità a Berlusconi nella veste di amante fedele della premiership di Letta. Anche la Lega, con Tosi intervistato da Tg 1 e Tg la7, appare alquanto sobria e riflessiva. Chi invece è sempre, simpaticamente, uguale a se stesso è Brunetta ripreso un po’ da tutti nel suo attacco ostinato sull’imu e a Saccomanni che “deve tacere” perché è un tecnico. L’intervista su Tg 2 al Ministro dell’Economia, che poteva rappresentare un’ottima occasione per rispondere, da questo punto di vista è andata sprecata.

Complimenti a Mentana che stasera decide di aprire con le immagini in diretta da Piazza Taksim, cogliendo l’avvitamento ulteriore che sta vivendo il  fragile gigante turco.

Lorenzo Coletta

 

Dati  auditel dei TG di lunedì 10 giugno

Tg1 – ore 13:30 3.824.000, 21,02% ore 20:00 4.919.000, 22,06%.
Tg2 – ore 13:00 3.224.000, 18,96% ore 20:30 2.566.000, 10,29%.
Tg3 – ore 14:30 2.096.000, 13,45% ore 19:00 2.142.000, 14,56%.
Tg5 – ore 13:00 3.631.000, 21,25% ore 20:00 3.642.000, 16,26%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.790.000, 21,15% ore 18:30 1.962.000, 8,91%.
Tg4 – ore 14.00 506.000, 2,94% ore 18:55 667.000, 4,60%.
Tg La7 – ore 13:30 839.000, 4,62% ore 20:00 1.962.000, 8,69%.

Fonte:www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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