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L’undici vincente – I Tg di lunedì 10 giugno

calcio

da Osservatorio tg – Attendendo i dati del primo turno delle amministrative siciliane, i ballottaggi in Continente ed in Sardegna evidenziano una squadra di undici sindaci vincenti targati centrosinistra. Una squadra forte in tutti i reparti: nord, centro, sud e isole. Una vittoria maturata su e malgrado il record dell’astensionismo. Il paradosso è dato dall’assenza di allenatore e dalla presenza di molti (presunti)  fuoriclasse che certo non brillano per amalgama.

I Tg sono inequivocabili. Anche quelli Mediaset si “sintonizzano” sull’ammissione esplicita di sconfitta proferita a più voci dal Pdl. Le uniche forzature sono riscontrabili nei titoli: Studio Aperto che, puerilmente, festeggia la sconfitta di misura a Siena; Tg 5 che dedica ai ballottaggi un unico titolo e quanto prima abbandona la politica. Gli altri sono in pratica monotematici. Le reazioni sono (quasi) tutte composte. Epifani apprezza ma non brinda. Gli eroi di giornata, Marino per Roma, Manildo per Treviso e Del Bono per Brescia, sprizzano una soddisfazione subito attenuata dal carico di responsabilità incombente. Per Mentana, che “lancia” l’intervista di Alfano su Il Foglio di domani,il Pdl è sotto botta. Sinceramente non abbiamo capito le dichiarazioni di Letta che vede dai risultati un consolidamento del suo governo, a meno che non si voglia intendere che le penne bagnate del partito di Berlusconi più difficilmente lo farebbero volare verso l’incognita di nuove elezioni. Stasera totale latitanza dei commentatori, se si esclude il politologo D’Alimonte su Tg 1 che cerca di interpretare il fenomeno astensione. La Lega, che ha perso la roccaforte trevigiana, con Salvini (Tg 1) parla di schiaffo salutare, mentre l’Onorevole Santanchè  (Tg La 7) esplicita come dalle parti loro le elezioni le vince solo Berlusconi quando “scende in campo”. Il clamoroso successo di Beppe Grillo a Pomezia, bissato dalla “conquista” di Assemini in Sardegna, fa dire al Portavoce che gli altri sono finiti e che si parte proprio da questi due nuovi sindaci a Cinque Stelle per la battaglia finale. Tg 2 dedica un servizio ampio alle reazione tra i pentastellati.

Questo sul piano della politica. Su quello della crisi e dell’economia campeggiano i due suicidi di Torino ed Ercolano e i nuovi dati sull’inabissamento ulteriore del pil. Squinzi deve aver “imparato” da Napolitano, così anche oggi giunge dal Presidente della Confindustria il quotidiano appello a fare qualcosa e subito, abbandonando lo sterile “monetarismo”: appello altamente condivisibile.

I funerali del Bersagliere ucciso in Afghanistan sono “alti” per tutti e apertura per Studio Aperto.

Qualche volta tornano, anche a delinquere. Così il volto assai noto del bandito Graziano Mesina ritorna in molti Tg: arrestato per un grosso traffico di droga.

L’imminente ritorno nelle piazze italiane del Dante by Benigni trova ampio spazio su Tg 1, Tg 2 e Tg 5.

Sarà forse per esorcizzare la crisi, ma va comunque segnalato lo spazio dedicato da Tg 4 e Studio Aperto al quarantesimo compleanno del film L’Esorcista, di cui i più invasati potranno presto vedere un’edizione integrale e non tagliata. Su Studio Aperto, of course. 

Alberto Baldazzi

 

Dati Auditel dei Tg di domenica 9 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 4.592.000, 24,74% ore 20:00 3.449.000, 19,15%.
Tg2 – ore 13:00 3.055.000, 17,28% ore 20:30 2.069.000, 8,56%.
Tg3 – ore 14:30 2.311.000, 13,43% ore 19:00 2.184.000, 13,30%.
Tg5 – ore 13:00 3.804.000, 21,46% ore 20:00 3.145.000, 14,07%.
Studio Aperto – ore 12:25 697.000, 5,75% ore 18:30 1.394.000, 9,76%.
Tg4 – ore 14:00 786.000, 4,44% ore 18:55 1.110.000, 6,76%.
Tg La7 – ore 13:30 856.000, 4,63% ore 20:00 1.101.000, 4,92%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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