35 + 7 + 40 – 2,5 = ? – I Tg di giovedì 6 giugno

equazione

 Questa sera diamo i numeri: quelli delle riforme e quello dell’arretramento del consumo (udite, udite!) di cellulari e smartphone. Andiamo con ordine. Per mettere in moto la ruota delle riforme istituzionali, il Paese si è dotato di 35 saggi supportati da 7 esperti che consegneranno ad ottobre una bozza di riforme ad una commissione bicamerale di 40 membri che entro 12 mesi (ottobre 2014) dovrà proporre al Parlamento un testo organico.

L’abbiamo presa, come dire “da lontano”. La sensazione è che il governo, con il decreto varato oggi che “dà i numeri” delle scadenze temporali ma si astiene da qualsiasi elemento di contenuto, stia cercando di allontanare da sé l’amaro calice delle divisioni interne alla “strana maggioranza 2.0”. Auguri, comunque, sia al processo di riforma e, soprattutto, all’azione del governo, che dovrebbe dare risultati molto prima dei 18 mesi traguardati. Il decreto è apertura per Tg2 e Tg3 e secondo titolo per gli altri, con l’eccezione di Tg La 7 che lo impagina basso.

Le aperture dei Tg delle 20 sono tutte per l’ ultim’ora dalla Siria che ha portato notizie confortanti sul giornalista de La Stampa Domenico Quirico, di cui non si avevano notizie da molte settimane.

Apertura per Tg 4 sul quel – 2,5% in un anno nel consumo de “il più amato degli italiani”, cellulare o smartphone che sia: si può non prendere l’auto, risparmiare sul cibo e sull’abbigliamento, non mandare più i figli all’università, ma il mancato acquisto del nuovo modello è segno di una crisi che non lascia speranze. Dal tono scherzoso passiamo a quello serio, utilizzato ad esempio da Mentana, che nei servizi di economia preannuncia che la caduta delle borse e l’odierno aumento dello spread non un dato occasionale, bensì l’inizio di un ulteriore avvitamento della crisi.

Tornando alla politica, ancora Renzi sugli scudi soprattutto per Tg la 7, mentre Epifani che si spende contro la logica correntizia nel Pd è presente su molti. Divertente la contraddizione in casa Pdl, con Brunetta che vede male il governo nel caso di una segreteria Renzi, mentre Bondi la considera una scelta stabilizzante (Tg La 7). La figuraccia dei grillini ripresi in Aula dal Presidente Grasso per aver denunciato un “pianista” tra le file del Pdl, mentre almeno nel caso della votazione “incriminata” nulla era accaduto, è ripresa un po’ da tutti, così come la tensione tra il grillino Giarrusso e il capogruppo Crimi “reo” di aver disertato la votazione sulla presidenza della Giunta per le elezioni.

L’ombrellata/ manganellata al sindaco di Terni a 24 ore di distanza si ripropone per tutte le testate, e lo stesso avviene per il day after della sentenza sul caso Cucchi, con il Ministro della Giustizia Cancellieri che “rispetta la sentenza” ma “comprende” il dolore e la rabbia ella famiglia.

Buono il Tg 2 che si introduce nei meandri oscuri del Catasto, riuscendo però a farci capire “solo” che si tratta di un ginepraio.

Lorenzo Coletta

 

 

Dati Auditel dei Tg di mercoledì 5 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 3.666.000, 20,54% ore 20:00 4.998.000, 22,66%.
Tg2 – ore 13:00 2.832.000, 17,71% ore 20:30 2.301.000, 9,18%.
Tg3 – ore 14:30 1.918.000, 12,00% ore 19:00 1.911.000, 12,93%.
Tg5 – ore 13:00 3.420.000, 21,23% ore 20:00 3.952.000, 17,86%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.457.000, 20,22% ore 18:30 876.000, 7,78%.
Tg4 – ore 14:00 647.000, 3,72% ore 18:55 890.000, 5,98%.
Tg La7 – ore 13:30 837.000, 4,69% ore 20:00 1.594.000, 7,18%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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