La guerra incivile – I Tg di mercoledì 5 giugno

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Berlusconi parla – ripreso da tutti i Tg – di fine della guerra civile e vede un radioso futuro per il governo e le riforme. Beato Lui. E’ difficile credere che si tratti di resipiscenza da parte di chi ha contribuito più di altri a rendere irrespirabile il clima del dibattito pubblico e a devastare gli equilibri istituzionali, introducendo numerosi elementi di inciviltà.

Matteo Renzi dice e non dice: oggi è il giorno in cui c’è “il rischio” che si candidi alla segreteria Pd ( Tg La 7, Tg  Rai, Tg 5); ieri aveva negato. Chi in questi mesi non si smentisce mai è Squinzi che, dal fronte imprenditoriale – ma con accenti consimili a quello sindacale – , sciorina i dati di quel 15% di industria manifatturiera evaporata nell’ultimo quinquennio e chiede al governo di fare, e fare presto (aperture per Tg 4 e Tg5 e Tg La 7). Ottimi i servizi di Tg La 7 e Tg 3 sugli ulteriori punti di crisi (Indesit) e sulla disperazione di intere comunità.

Alla civiltà giuridica e ai diritti fondamentali spesso conculcati rimandano la sentenza sul caso Cucchi e le immagini da Terni. Tg 1 e Tg 3 “aprono” con la condanna “soft” e con le peni lievi comminate solo ai medici, mentre  agenti e infermieri sono stati assolti .Una sentenza che ha portato Ilaria Cucchi ad affermare che il fratello è morto di ingiustizia. Siamo d’accordo, anche se non ce la sentiamo di censurare le decisioni di quella stessa magistratura cui riconosciamo sempre autonomia e responsabilità. Siamo d’accordo, dicevamo, perché al di là delle responsabilità penali individuali che i giudici devono discernere e accertare, la vicenda Cucchi ha dimostrato come questo Paese sia in preda ad una fondativa inciviltà che si appalesa nel sistema carcerario come in tanti altri snodi della vita pubblica. Un’unica consolazione: sul caso Cucchi fin dal 2009 stampa e media si sono comportati adeguatamente e anche stasera sembra che tutti i Tg accusino una sostanziale sconfitta.

Le manganellate che hanno colpito a Terni anche il Sindaco Di Girolamo (in diretta su Tg 1), alla testa di una manifestazione di operai delle acciaierie – storico cuore pulsante e democratico della città -, sono apertura per Tg 4 e Tg La 7. Ampi servizi su tutti ci presentano le immagini di quella che, forse, non è stata una vera e propria “carica” della Polizia ma che, quantomeno, appare come un atto gravissimo ed inspiegabile delle forze dell’ordine. Le indagini chiariranno. Per Mentana i fatti di Terni sono preoccupanti, anche perché di cortei con i sindaci in testa a reclamare il lavoro che non c’è ne vedremo sempre di più, in un clima sempre più teso. La libertà di manifestare e di protestare anche scompostamente è uno dei quegli elementi di civiltà che, ci auguriamo, nessun Ministro dell’Interno e nessun poliziotto o carabiniere si azzarderà a conculcare.

Alberto Baldazzi

 

 

Dati Auditel dei Tg di martedì 4 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 3.757.000, 21,40% ore 20:00 5.166.000, 22,67%.
Tg2 – ore 13:00 2.871.000, 18,10% ore 20:30 2.378.000, 9,51%.
Tg3 – ore 14:30 1.879.000, 11,67% ore 19:00 1.945.000, 13,35%.
Tg5 – ore 13:00 3.329.000, 20,89% ore 20:00 3.975.000, 17,48%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.447000, 20,02% ore 18:30 934.000, 8,42%.
Tg4 – ore 14.00 740.000, 4,27% ore 18:55 932.000, 6,46%.
Tg La7 – ore 13:30 709.000, 4,02% ore 20:00 1.768.000, 7,73%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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