l’Informazione dietro la lavagna – I Tg di martedì 4 giugno

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 Nel quasi consueto cortocircuito tra politica e informazione, nessun Tg di serata si è sottratto al giudizio sulle ultime fatiche dell’Eroe Grillo, concentrato ad elaborare liste, se non di proscrizione, dei “cattivi” in salsa giornalistica e televisiva. A supportarlo il suo blog, con la classifica dei più sgraditi (testate e giornalisti) di cui il Movimento “si ricorderà”. Una minaccia o una promessa? Dolcetto o scherzetto? Per Mentana prevalgono le tonalità giocose e scherzose nei voti assegnati a direttori e conduttori: forse perché il “suo” Tg non è piazzato malissimo? I Tg Mediaset si impegnano molto e va detto che Studio Aperto confeziona un servizio corretto e dignitoso, mentre Tg4 è più pugnace nella risposta affidata a Liguori. Tg 5  dà spazio all’unica voce che si distacca dal coro delle critiche:  Andrea  Scanzi de Il Fatto Quotidiano. Il Fatto Quotidiano, dicevamo, e non a caso è quello, che per Grillo è l’ “unico giornale decente”, a prenderne le difese; mentre non  sfuggirà che nella classifica delle Tv quella che piace di più o, se volete, che dispiace di meno, è Sky, l’unica con cui Grillo ha più volte flirtato.

Che il Direttore di Tg 4 e Studio Aperto Giovanni Toti risulti per i grillini il giornalista più insopportabile è una libera espressione di un’opinione. Ma anche chi come noi non lesina a queste testate critiche e reprimende non può condividere le “liste” dei buoni e dei cattivi che preludono ad avvitamenti ulteriori tutt’altro che democratici. Finchè si scherza, si scherza. Ma se a farlo è il capo di una delle più importanti forze politiche, c’è più di qualcosa che non va. Gli editti bulgari sono, certo, un’altra cosa, ma solo perché chi li ha emessi aveva e ha molto più potere sui media, di famiglia o meno che siano.

Ci siamo dilungati sullo spettacolare rapporto tra Grillo e l’informazione. Anche noi  pensiamo che di problemi i media ne abbiano a iosa e lo diciamo da quattro anni tutte le sere. Oggi, ad esempio, è sintomatico il silenzio di Tg 4 e Studio Aperto sulle motivazioni della sentenza al processo Unipol contro Berlusconi. Tg 5 ne parla, anzi ne fa parlare direttamente ed esclusivamente Ghedini; così va il mondo. Tutti gli altri si diffondono fin dai titoli su ciò che la sentenza evidenzia, ovvero un caso esemplare di conflitto di interessi tra premier, editore e leader politico.

L’Ilva è “alta” per tutti, ed il commissariamento affidato a Bondi apre, forse, una stagione di speranze, anche se si rischia di peccare di eccessivo ottimismo.

Il bambino morto asfissiato in macchina a Piacenza è titolo per tutti e servizio anche per chi, come La7, non si occupa molto di cronaca.

La tensione in Turchia, con il bilancio di migliaia di feriti e delle prime vittime, come ieri è ancora alta per tutti. Tg 5 riporta che i manifestanti hanno intonato Bella Ciao in Italiano: prodigi della globalizzazione!

Lorenzo Coletta

Dati Auditel dei Tg di lunedì 3 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 3.653.000, 20.15% ore 20:00 5.231.000, 22.38%.
Tg2 – ore 13:00 2.960.000, 18.35% ore 20:30 2.376.000, 8.61%.
Tg3 – ore 14:30 1.896.000, 11.46% ore 19:00 2.003.000, 12.82%.
Tg5 – ore 13:00 3.377.000, 20.74% ore 20:00 4.086.000, 17.45%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.518.000, 20.34% ore 18:30 953.000, 7.99%.
Tg4 – ore 14.00 716.000, 4.02% ore 18:55 8.46.000, 5.43%.
Tg La7 – ore 13:30 750.000, 4.13% ore 20:00 1.849.000, 7.77%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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