Piatto ricco – I Tg di lunedì 3 giugno

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 Questa sera non mancavano certo le notizie. Lo si vede anche dalle scelte che hanno portato ad aperture differenti: le tensioni in Turchia, l’Europa centrale sott’acqua, la storica sentenza d’Appello al processo Eternit, il dibattito su semi presidenzialismo e l’intervento di Napolitano, gli sviluppi sull’Ilva, il giorno della difesa al processo milanese sul Rubygate.Mentana mostra forse il coraggio maggiore, esordendo con immagini in diretta dalle città turche scosse dalle proteste e dalla dura risposta del governo Erdogan. Anche Tg 5 dà spazio e impaginazione “alta” alle convulsioni ad Istanbul, Ankara e Smirne. Tg 1  e Tg 3 “colgono” più degli altri il valore anche simbolico della condanna a diciotto anni a Torino per i responsabili della morte di migliaia di lavoratori e cittadini che hanno vissuto e convissuto con l’amianto dell’Eternit. Scioccanti le interviste agli scampati di Casal Monferrato ( Tg 1). Tg 4 ha scelto di aprire con le immagini di Praga sotto metri d’acqua. Purché non risulti un  alibi, fa effetto osservare come anche la Grande Germania, efficiente, organizzata e previdente, debba issare bandiera bianca quando è la Natura a bussare alla porta e a reclamare i suoi diritti.Le vicende assai poco lineari della politica interna sono l’apertura di Tg 5 e Tg2, ma anche  altri ( Tg 1)  si “cimentano” sui diversi modelli: semi presidenzialismo o cancellierato alla tedesca. Per tutti il monito di Napolitano a “fare” e gli improperi quotidiani lanciati da Grillo, questa sera con un doppio e inusuale obbiettivo: Arcore e Quirinale. Tg 3 e Tg 1 ci mostrano il volto e l’eloquio non proprio travolgente del nuovo capogruppo grillino alla Camera. La politica interna del Pd è difficile da raccontare; così Epifani, accreditato di una preferenza per il semipresidenzialismo, su Tg La 7 appare invece come un difensore schierato del parlamentarismo.

L’Ilva è secondo titolo per Tg 1, ma quasi apertura per Tg 2 e Tg 3. Dalle dichiarazioni del ministro Orfini sembra che il governo sia intenzionato a prendere in mano la situazione con un commissariamento che prelude ad un vero e proprio allontanamento dell’attuale proprietà. Finirà così?

L’arringa di Ghedini al processo Ruby è presente su tutti, con maggiore spazio sui Tg Mediaset: una volta tanto non avvertiamo forzature perché questo era proprio il  “giorno” della difesa.

Quando le aperture dei Tg delle reti generaliste sono così variegate e quando, soprattutto, le notizie principali compaiono correttamente su tutti, chi come noi osserva quotidianamente l’informazione Tv è portato a stropicciarsi gli occhi, felice di poter rilasciare un’analisi non troppo critica e buoni “voti”. La lode se la merita Tg 3 con la proposta di un ottimo servizio sugli “schiavi” dell’agricoltura in Puglia, pagati due euro l’ora, costretti a vivere in tende e senz’acqua e inoltre a pagare un biglietto salato ai caporali per essere trasportati sui campi. Ma oltre al Tg 3, nessuno in polizia, tra i carabinieri e nelle procure sembra essersene accorto. 

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di domenica 2 giugno 2013

Tg1 – ore 13:30 4.635.000, 24,89% ore 20:00 4.427.000, 22,49%.
Tg2 – ore 13:00 2.993.000, 17,15% ore 20:30 2.057.000, 9,46% (ed ridotta).
Tg3 – ore 14:30 1.817.000, 9,86% ore 19:00 1.745.000, 12,25%.
Tg5 – ore 13:00 3.499.000, 19,92% ore 20:00 3.256.000, 16,60%.
Studio Aperto – ore 12:25 618.000, 5,65% ore 18:30 941.000, 7,89%.
Tg4 – ore 14:00 366.000, 1,96% ore 18:55 774.000, 5,45%.
Tg La7 – ore 13:30 769.000, 4,10% ore 20:00 1.148.000, 5,86%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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