Il “miracolo” di Mentana: M5S e Pd si parlano in Tv – I Tg di venerdì 31 maggio

tg la 7Tutti i Tg “aprono” sullo stop al finanziamento pubblico ai partiti. Diverse schermate tentano di spiegare cosa dovrebbe avvenire nei prossimi tre anni, nel periodo in cui il vecchio sistema sarà sostituito dalla contribuzione volontaria  incentivata fiscalmente. Era un impegno di molti partiti e del governo, ma la strada sarà lunga. Giusto? Sbagliato ma necessario? Comunque la si veda l’effetto “sceneggiata”, da un parte e dall’altra, è abbastanza evidente. I finanziamenti cessano (gradualmente) per ciò che concerne il rimborso elettorale, ma ricompaiono in quantità ridotta (si dice) a carico dell’erario che “sconta” il 2 per 1.000 ai contribuenti. Cinque Stelle tuona perché voleva il d-day, gli altri spiegano che non tanto  la politica, ma la democrazia stessa non può fare a meno di un’attenzione da parte dello Stato. Letta probabilmente doveva fare qualcosa, e non poteva fare di più. Chi invece si è superato è Enrico Mentana che è riuscito a tenere in studio e a far dialogare lo storico tesoriere del Pd Ugo Sposetti con il senatore di Cinque Stelle Nicola Morra. Una “prima” assoluta e un siparietto di una ventina di  minuti niente male. I due non si sono azzannati, si sono dati del tu , e soprattutto Morra – in pectore nuovo capogruppo al Senato – è risultato quasi “umano”, almeno se confrontato con Vito Crimi.

L’eco-bonus su ristrutturazioni e migliorie energetiche, a differenza del provvedimento sui partiti,  ha un impatto immediato e, probabilmente, positivo sul comparto edilizia. Ma l’ottimismo non è dei nostri giorni, visti anche i nuovi dati sulla disoccupazione e la requisitoria di Visco (Bankitalia) contro venticinque anni di un paese, miope e poco coraggioso (titolo per tutti, con l’eccezione di Studio Aperto).

Questa sera i Tg si occupano di altre “categorie deboli” di cittadini: i poveri gioiellieri, baristi, esercenti che risultano al fisco meno abbienti dei loro dipendenti. Come si fa a vivere un’intera vita con l’equivalente di una pensione minima, o poco più?

Le richieste della pubblica accusa contro Mora, Fede e Minetti al processo milanese Ruby 2, i sette anni per gli “assaggiatori” di giovani ragazze anche minorenni  in nome e per conto di Berlusconi, ha spazio su  quasi tutti, mentre Tg 5 deve aver sofferto di una momentanea amnesia. Tg 1 e Tg La 7 riportano anche le reazioni del Cavaliere, che si dichiara “attaccato” anche questa volta dai Pm.

Il “grande pezzo di teatro” (Tg 2) con il quale Dario Fo ha ricordato Franca Rame alle esequie laiche di questa mattina a Milano, ha conquistato tutti i Tg ; anche quelli Mediaset hanno rispettato lo spirito che attraversava la folla composta. E così la serata dei Tg è stata da più parti accompagnata dalle note e dal canto di Bella Ciao e dell’Internazionale.

Alberto Baldazzi

 

Dati Auditel dei Tg di giovedì 30 maggio 2013

Tg1 – ore 13:30 4.167.000, 22.84% ore 20:00 5.102.000, 21.75%.
Tg2 – ore 13:00 3.023.000, 18.36% ore 20:30 2.379.000, 9.21%.
Tg3 – ore 14:30 2.069.000, 12.49% ore 19:00 2.221.000, 13.72%.
Tg5 – ore 13:00 3.385.000, 20.41% ore 20:00 4.032.000, 17.14%.
Studio Aperto – ore 12:25 2.417.000, 18.48% ore 18:30 994.000, 7.87%.
Tg4 – ore 14.00 755.000, 4.24% ore 18:55 837.000, 5.22%.
Tg La7 – ore 13:30 757.000, 4.14% ore 20:00 1.796.000, 7.57%.

Fonte: http://www.tvblog.it

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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