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Con Left la cultura scende in campo

Leftdi Massimo Marnetto – Bello l’incontro organizzato da Left “La cultura scende in campo”.

Non solo per i contenuti – esigenti, chiari e lungimiranti – ma anche per la formula, che ha visto ragionare  insieme “innovatori” di partito – come Barca e  Soru – , con cittadini attivi, riuniti attorno al richiamo di  Settis di fare della Costituzione un vero e proprio “programma politico”.
Vedere il Piccolo Eliseo stracolmo mi ha dato gioia.
Ma anche un brivido di paura che mi prende quando vedo queste felici occasioni d’incontro.
Che si condensa in un pensiero: speriamo che adesso a nessuno venga in mente di fondare un nuovo partito.
Infatti, penso sempre più spesso che chi fa “pubblica opinione” debba essere orgoglioso di questo suo ruolo.
E consapevole della complementarietà della riflessione pubblica con le decisioni politiche.
Insomma la cittadinanza attiva crea l’ecosistema democratico necessario alla salute dei partiti.
E questi sono vivi se aperti all’osmosi con associazioni e movimenti.
Ma ognuno nella particolarità del proprio ruolo.
E con un ambizioso progetto comune: fare insieme l’Italia della Costituzione.
Come Libertà e Giustizia dirà il 2 Giugno a Bologna, insieme ai tanti patrioti della Carta.
Perché la festa della Repubblica è la festa della Costituzione.
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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