Foto Berlusconi a Villa Certosa. Cinque mesi di reclusione a ex direttore di oggi

da Ossigeno Informazione – 3 marzo 2013 –

Foto Berlusconi a Villa Certosa. Cinque mesi di reclusione a ex direttore "Oggi"

Per averle pubblicate Pino Belleri dovrà inoltre pagare diecimila euro di danni. Furono scattate a Villa Certosa da Antonello Zappadu,  mostrano il Cavaliere con alcune giovani ospiti

Il giudice ha ritenuto che non si può invocare il diritto di cronaca e ha condannato l’ex direttore del settimanale Oggi, Pino Belleri, a 5 mesi di reclusione (pena sospesa) per ricettazione ed interferenza illecita nella vita privata e ad un risarcimento danni di diecimila euro da versare a Silvio Berlusconi. La decisione è del giudice della quarta sezione penale di Milano, Maria Teresa Guadagnino. La colpa; aver pubblicato, il 17 aprile 2007, quindici fotografie che ritraggono Berlusconi e un gruppo di ragazze sue ospiti che si trovavano all’interno della residenza privata di Villa Certosa (Olbia), in Sardegna.

Le immagini, pubblicate in un servizio intitolato «L’harem di Berlusconi», erano state scattate dal fotografo Antonello Zappadu: nei suoi confronti è in corso un distinto processo al Tribunale di Olbia, per violazione di domicilio e della privacy.

Il pubblico ministero aveva chiesto per Belleri una condanna a un anno e cinque mesi di reclusione. Il leader del Pdl, costituitosi parte civile, aveva chiesto un risarcimento di centomila euro.

L’avvocato Caterina Malavenda, che ha difeso Belleri, ha sostenuto che gli elettori avevano il diritto di conoscere il «modo di fare» di un leader che sosteneva una «linea politica pro-famiglia».

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Il babbo, funzionario statale, voleva fare di me un magistrato ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario e lo stesso vale per il servizio che ho sempre reso ai colleghi negli organismi della categoria (ordine, sindacato). Nell’ottobre del 2013, ho compiuto 50 anni di professione. E’ dal 1994 che aspetto l'”Ulivo“. Nel 2008 mi sono deciso per la prima volta a entrare in un partito, il PD, per aiutarlo a diventare davvero “nuovo”. E sono diventato nonno.

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